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Moda

Il jeans ci va stretto: le scomode verità sull’industria del Denim

Arriva l’estate e i must have della bella stagione, alcuni sembrano davvero indispensabili ma in realtà, oltre a non esserlo, sono addirittura dannosi.

Tra bikini, deodoranti e repellenti anti-zanzare come non farsi mancare gli hot pants?

Belli sì, solo se si ha una taglia 40 e zero cellulite o se si è chi li guarda.Tutti gli altri, ambiente incluso, li odiano. Ma come potranno dei così piccoli e seducenti pezzi di tessuto essere un problema per l’ambiente o per la nostra salute? Partiamo dal preambolo che la pelle è l’organo più grande dell’essere umano e, come tale, viene in contatto prima di tutto con prodotti tossici. Si pensi che la stampa e la tintura del denim coinvolgono metalli pesanti come cadmio, piombo, mercurio e rame . I test di Greenpeace[1] condotti in Cina rivelarono già nel 2010 la presenza di questi metalli in ben 17 su 21 campioni prelevati nelle città di Xintang e Guaro. In un campione il cadmio ha superato i limiti nazionali Cinesi di 128 volte. Averli a contatto con la pelle, con conseguente circolo nel sistema sanguigno può portare danni al sistema nervoso (piombo e mercurio) o al fegato (cadmio), il cadmio è conosciuto anche per provocare il cancro.[2]

L’Associazione Olandese per la gestione dei rifiuti (NVRD) in cooperazione con l’Università Saxion per le Scienze Applicate (Olanda) sta lavorando ad un progetto per capire come migliorare le performance ambientali dei vestiti. Di seguito una sintesi del report su i blue jeans: “Blue jeans Environmental aspects and opportunities to reduce the environmental impact”[3].

(Da: greenpeace east Asia, test dell’acque a Xintang, Cina)

Produzione del cotone

Il tessuto di Jeans è fatto di fibre di cotone, il quale è molto spesso una coltura inquinante a causa dell’uso di pesticidi, fertilizzante e per il largo utilizzo di acqua. Per un solo chilogrammo di cotone prodotto vengono utilizzati più di 25.000 L di acqua, questo comporta un’alterazione dei corsi dei fiumi e la salificazione del suolo.Effetto aumentato per l’alto uso di fertilizzanti.  

Tintura          

I fili di ordito, i soli tinti nella produzione, vengono colorati con Indaco sintetico o naturale. Prima della tintura i filati sono puliti con idrossido di sodio per rimuovere le sostanze idrofobe che altrimenti respingerebbero il colore. In seguito vengono candeggiati con idrossido di sodio e perossido di sodio . Dopo questi processi ed in seguito alla tintura il tessuto viene sciacquato con acqua per eliminare il colorante in eccesso: questo causa inquinamento delle acque

Filatura e tessitura 

Queste lavorazioni hanno un consumo energetico elevato a causa dei processi meccanici e per la climatizzazione, quest’ultima è necessaria a mantenere la temperatura e l’umidità a un livello ottimale per la riproducibilità della produzione.  

Produzione degli indumenti

Il processo di produzione dell’abbigliamento è relativamente pulito se non fosse per le dure condizioni a cui gli operai sono costretti a lavorare e per bassissimi salari dei “Sweatshop”.

Finitura

Quasi mai i jeans vengono venduti e usati con il colore originale e quasi sempre la finitura consiste in uno sbiancamento chimico (bagno di enzimi schiarenti),meccanico (stone-washed, micro-sabbiatura)[4] o una combinazione di entrambi. Questi processi oltre a rendere il tessuto meno duraturo non possono essere considerati eco-friendly .

Ridurre l’impatto ambientaledel tessuto di jeans è possibile ad ogni livello: utilizzando materiali come cotone riciclato, eco-cotone, canapa o altre fibre a base cellulosa. Scegliendo materiali alternativi si riduce l’impatto nella produzione delle fibre e determina un aumento della resistenza del tessuto. Esempi sono G- Star Netlle, Mud Jeans, Jeans di canapa o misto (HempBlue, Nurmi). Nella fase di tintura, scegliere un colore di tonalità più chiara e per la finitura, applicare l’effetto slavatostampandolosui jeans così da allungarne la vita tecnica.

Infine, usando fibre riciclate è possibile filare il denim con un risultato che avrà fino al 40% di contenuto riciclato, evitando lo sbiancamento e, data la già presenza di blu, la tintura avrà una percentuale inferiore. Si crede che l’impatto ambientale dei blue jeans possa essere ridotto del 30%. 


[1]Greenpeace east Asia,“The dirty secret behind jeans and bras”

[2]R’E LE INCHIESTE, “Vestiti tossici, l’inquinamento addosso”

[3]NVRS/ISWA, “Environmental aspects of blue jeans”

[4]STRATEGIC BUSINESS UNIT: Jeans consumati, lavaggio enzimatico, micro-sabbiatura

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