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DOMANI – COME VIAGGEREMO NEL 2035: L’IA ORGANIZZERÀ LE NOSTRE VACANZE?

Dalla destinazione scelta dall’intelligenza artificiale agli aeroporti biometrici, fino agli itinerari che cambiano mentre siamo già in viaggio. Nel 2035 organizzare una vacanza potrebbe richiedere una sola frase. Ma siamo davvero pronti ad affidare all’algoritmo anche il nostro tempo libero?

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Immaginiamo una mattina di luglio del 2035.

Apriamo il nostro assistente digitale e gli diciamo:

“Abbiamo una settimana libera ad agosto. Siamo in tre, vogliamo il mare, niente luoghi troppo affollati e possiamo spendere al massimo 2.500 euro.”

Non apriamo venti siti.

Non confrontiamo decine di alberghi.

Non passiamo la serata a cercare voli.

L’intelligenza artificiale conosce già, se le abbiamo consentito di utilizzare queste informazioni, le nostre preferenze, i viaggi precedenti, il budget e magari persino il tipo di ristorante che scegliamo più spesso.

Dopo pochi secondi propone tre destinazioni.

Per ciascuna ha già confrontato trasporti, hotel, previsioni meteorologiche, tempi degli spostamenti e costo complessivo.

Noi scegliamo.

Lei organizza.

Fantascienza?

Molto meno di quanto sembri.

L’IA NON CI DIRÀ SOLTANTO DOVE ANDARE

Già oggi utilizziamo algoritmi quando cerchiamo un volo, prenotiamo una camera o chiediamo a un’intelligenza artificiale di costruire un itinerario.

Entro il 2035 il salto potrebbe essere molto più profondo.

L’assistente digitale potrebbe trasformarsi in una sorta di agente di viaggio personale permanente.

Non gli chiederemo più soltanto:

“Quali sono le spiagge più belle della Grecia?”

Potremmo chiedergli:

“Dove posso andare sette giorni spendendo meno di 2.000 euro, con temperature sotto i 30 gradi, mare bello, volo diretto e un hotel tranquillo?”

La differenza è enorme.

Oggi cerchiamo informazioni.

Domani potremmo delegare all’IA una parte della decisione.

LA VACANZA POTREBBE ORGANIZZARSI DA SOLA

Immaginiamo di aver prenotato cinque giorni in Portogallo.

Il secondo giorno cambia il tempo.

L’escursione programmata non è più conveniente.

Il nostro assistente potrebbe accorgersene prima di noi e suggerire:

“Domani è prevista pioggia. Ho spostato l’escursione a giovedì. Per domani ci sono tre musei nelle vicinanze e un ristorante che corrisponde alle tue preferenze. Vuoi modificare il programma?”

Naturalmente, per arrivare a questo livello di autonomia dovremo autorizzare il sistema ad agire per nostro conto.

Ma è proprio qui che potrebbe trovarsi una delle grandi trasformazioni del prossimo decennio.

L’intelligenza artificiale non si limitererebbe più a consigliare.

Potrebbe essere autorizzata a fare.

ADDIO CARTA D’IMBARCO?

Anche il modo in cui attraversiamo gli aeroporti potrebbe essere molto diverso.

Il settore sta già lavorando in questa direzione.

Identità digitale e riconoscimento biometrico possono permettere al passeggero di condividere in anticipo le informazioni necessarie e attraversare diversi punti dell’aeroporto senza mostrare ripetutamente documenti cartacei.

Nel 2035 potremmo quindi arrivare in aeroporto con una parte consistente delle procedure già completata.

Bagaglio.

Controlli.

Identificazione.

Imbarco.

Il nostro volto potrebbe diventare, con il nostro consenso e nei sistemi che lo prevederanno, una delle credenziali utilizzate durante il viaggio.

Il passaporto fisico probabilmente non scomparirà improvvisamente. Ma l’esperienza potrebbe diventare molto più digitale e meno dipendente dalla continua esibizione di documenti.

LO SMARTPHONE POTREBBE DIVENTARE IL NOSTRO PASSAPORTO DI VIAGGIO

Oggi sul telefono conserviamo già biglietti, prenotazioni e carte di pagamento.

Domani potrebbe contenere molto di più.

Identità digitale.

Documenti di viaggio.

Biglietti.

Assicurazione.

Chiavi digitali dell’hotel.

Informazioni sanitarie necessarie.

Programma del viaggio.

Traduttore.

Assistente IA.

IATA sta lavorando proprio sul concetto di identità digitale applicata al viaggio e sull’iniziativa One ID, che punta a rendere più semplice e contactless il percorso del passeggero.

Nel 2035 quello che oggi consideriamo un insieme di applicazioni separate potrebbe diventare un unico ecosistema.

L’HOTEL POTREBBE CONOSCERCI PRIMA DEL NOSTRO ARRIVO

Arriviamo alle 23.

La reception conosce già l’orario del nostro volo.

La camera è pronta.

La temperatura è quella che preferiamo.

Il check-in è stato effettuato.

La chiave è sul telefono.

Se abbiamo autorizzato la condivisione delle nostre preferenze, potremmo trovare persino il cuscino che utilizziamo abitualmente o ricevere suggerimenti compatibili con le nostre esigenze alimentari.

È il lato affascinante dell’iper-personalizzazione.

Ma è anche quello che apre la domanda più delicata:

quante informazioni siamo disposti a condividere in cambio della comodità?

IL TURISMO POTREBBE DIVENTARE PREDITTIVO

C’è un altro possibile cambiamento.

L’intelligenza artificiale non conoscerà soltanto noi.

Potrà analizzare milioni di informazioni sulla destinazione.

Traffico.

Meteo.

Prezzi.

Affollamento.

Eventi.

Disponibilità dei trasporti.

Potrebbe quindi suggerirci di visitare un monumento alle 16 invece che alle 11 perché prevede meno visitatori.

Oppure indicarci una spiaggia alternativa perché quella che avevamo scelto sta diventando troppo affollata.

Questo potrebbe avere conseguenze anche sulle città turistiche.

Se utilizzata correttamente, la tecnologia potrebbe contribuire a distribuire meglio i flussi e suggerire luoghi meno conosciuti.

In altre parole, l’IA potrebbe cambiare non soltanto come viaggiamo, ma anche dove viaggiamo.

E LE AUTOMOBILI?

Nel 2035 una parte degli spostamenti potrebbe essere affidata a veicoli con livelli di automazione molto superiori a quelli attuali.

Questo non significa necessariamente che tutte le automobili saranno completamente autonome.

Le differenze normative, tecnologiche e infrastrutturali tra Paesi potrebbero rimanere importanti.

Ma il concetto stesso di mobilità potrebbe cambiare.

In alcune città potremmo non noleggiare più un’automobile.

Potremmo semplicemente chiedere:

“Portami in quella spiaggia.”

Un veicolo arriverà.

Ci porterà a destinazione.

E ripartirà per il passeggero successivo.

IL VERO LUSSO POTREBBE DIVENTARE NON ORGANIZZARE NULLA

Per decenni il lusso nel turismo è stato associato a hotel prestigiosi, ristoranti esclusivi e destinazioni lontane.

Nel 2035 potrebbe esserci un’altra forma di lusso:

non perdere tempo a organizzare.

L’intelligenza artificiale potrebbe eliminare ore di confronti, ricerche e prenotazioni.

Potremmo limitarci a indicare ciò che desideriamo e quanto vogliamo spendere.

Tutto il resto verrebbe costruito intorno a noi.

Ma c’è un paradosso.

Più la vacanza diventerà perfetta, più rischieremo di perdere una delle cose più belle del viaggio:

l’imprevisto.

SE L’ALGORITMO CONOSCE I NOSTRI GUSTI, SCOPRIREMO ANCORA QUALCOSA DI NUOVO?

Supponiamo che l’IA sappia che amiamo il mare, non mangiamo pesce, detestiamo i luoghi affollati e preferiamo piccoli borghi.

Potrebbe costruirci una vacanza perfetta.

Ogni ristorante ci piacerebbe.

Ogni albergo sarebbe adatto a noi.

Ogni escursione corrisponderebbe ai nostri interessi.

Fantastico.

Ma viaggiare significa anche entrare per caso in un ristorante che non avremmo mai scelto.

Perdersi.

Cambiare programma.

Conoscere qualcuno.

Scoprire un posto che nessun algoritmo aveva previsto.

Se permetteremo all’intelligenza artificiale di eliminare qualsiasi incertezza, rischieremo di trasformare il viaggio in una gigantesca playlist costruita sui nostri gusti.

Confortevole.

Perfetta.

E forse un po’ prevedibile.

C’È POI LA QUESTIONE DELLA PRIVACY

Per diventare un vero compagno di viaggio, l’assistente dovrebbe conoscerci molto bene.

Budget.

Posizione.

Preferenze.

Documenti.

Acquisti.

Abitudini.

Calendario.

Informazioni sui nostri spostamenti.

Una quantità enorme di dati personali.

La sfida dei prossimi anni non sarà quindi soltanto tecnologica.

Sarà soprattutto trovare un equilibrio tra personalizzazione e controllo.

In Europa questo sviluppo avverrà inoltre all’interno di un quadro normativo sempre più strutturato per l’intelligenza artificiale, la trasparenza e la protezione dei dati.

La vacanza intelligente dovrà essere anche una vacanza nella quale il viaggiatore sappia quali dati vengono utilizzati, perché e da chi.

E LE AGENZIE DI VIAGGIO?

Potrebbero non scomparire affatto.

Potrebbe accadere esattamente il contrario.

Quando organizzare un viaggio standard diventerà semplicissimo, il valore dell’essere umano potrebbe spostarsi verso ciò che l’algoritmo fatica maggiormente a offrire:

esperienza;

assistenza quando qualcosa va storto;

conoscenza diretta dei luoghi;

viaggi complessi;

relazioni;

consigli costruiti sulla sensibilità personale.

L’IA potrebbe quindi eliminare alcune attività ripetitive senza necessariamente eliminare il professionista.

Potrebbe trasformarlo.

UNA GIORNATA DI VACANZA NEL 2035

Proviamo allora a immaginarla.

Ore 8.00.

L’assistente ci avvisa che oggi farà molto caldo e suggerisce di anticipare la visita programmata.

Ore 9.30.

Un veicolo ci porta nel centro storico.

Ore 11.00.

Gli auricolari traducono in tempo reale ciò che dice la guida.

Ore 13.00.

L’IA propone tre ristoranti compatibili con budget, posizione e preferenze alimentari.

Ore 16.00.

Il programma cambia perché sta arrivando un temporale.

Ore 19.00.

Rientriamo in hotel senza essere passati dalla reception.

Ore 22.00.

L’assistente prepara automaticamente una selezione delle fotografie della giornata.

Prima di dormire ci dice:

“Domani il mare sarà calmo. Ti consiglio di partire alle 8.15.”

Non è detto che nel 2035 tutto questo avvenga esattamente così.

Ma quasi tutti i mattoni tecnologici necessari stanno già iniziando a comparire.

L’IA ORGANIZZERÀ DAVVERO LE NOSTRE VACANZE?

Probabilmente sì.

Ma la domanda più interessante potrebbe essere un’altra:

quanto vorremo lasciargliele organizzare?

Possiamo immaginare almeno tre tipi di viaggiatore.

Chi dirà all’intelligenza artificiale: “Fai tutto tu”.

Chi la utilizzerà semplicemente per ricevere suggerimenti.

E chi continuerà a scegliere destinazione, albergo e ristorante personalmente perché considera l’organizzazione stessa una parte del piacere del viaggio.

Il futuro probabilmente comprenderà tutti e tre.

La vera rivoluzione non sarà obbligarci a utilizzare l’intelligenza artificiale.

Sarà darci la possibilità di farlo.

DOMANI

Nel 2035 potremmo non trascorrere più settimane a organizzare una vacanza.

Potrebbe bastare una frase:

“Portami da qualche parte dove possa stare bene.”

L’intelligenza artificiale conoscerà il nostro budget, confronterà migliaia di possibilità e costruirà un viaggio quasi perfetto.

Ma speriamo che lasci sempre uno spazio vuoto nell’itinerario.

Perché forse, anche nel mondo più tecnologico che possiamo immaginare, la parte più bella di un viaggio continuerà a essere quella che nessuno aveva programmato.

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