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LE ARMI MOSCOVITE USATE SUL SUOLO UCRAINO

Possibile utilizzo di ordigni termobarici, si teme il fosforo bianco

di Tommaso Albini

Il conflitto in territorio ucraino procede e, sinora, l’avanzata russa lungo il fronte orientale ha incontrato non pochi problemi di fronte alla resistenza, in difesa della patria, dell’esercito e del popolo stesso. La situazione, nel complesso caotica, è monitorata dai vertici Nato e dai servizi segreti militari. Tra le rivelazioni, quella dell’Intelligence britannica che ha denunciato l’impiego di sistemi TOS-1A da parte dell’armata russa.

Con gittata a lungo raggio, tali ordigni sono dotati di una forza distruttiva utile a polverizzare diverse tipologie di obiettivi, e sarebbero già stati impiegati dalla stessa Russia nel conflitto afghano. L’armamento, noto anche come “bomba a vuoto”, figura tra le armi proibite dalla Convenzione di Ginevra del 1980, le cui norme entrarono in vigore a Mosca nel 1983.

Nuovi dati evidenziano inoltre l’uso del fosforo bianco, esplosivo incendiario ad alto potenziale. Il suo impiego sembra essere tornato utile in fasi di copertura, durante le manovre di arretramento da parte delle truppe di Mosca. Il leader ucraino Volodymyr Zelensky chiede comunque chiarezza.

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