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A.I. TECNOLOGIA INARRESTABILE MA DA GOVERNARE

A Davos l’amministratore delegato di OpenAI ha sostenuto che i timori riguardanti l’evoluzione dell’intelligenza artificiale sono fondati per questo è necessario intervenire con nuove regole prima che la situazione sfugga di mano in un processo tecnologico inarrestabile che non va fermato ma regolamentato in quanto è il solo a poter portare prosperità e benessere al mondo intero.

Al World economic forum di Davos, il dibattito sull’intelligenza artificiale ha occupato una posizione di primo piano, superiore persino all’interesse per le tematiche relative ai cambiamenti climatici; in tale contesto, ad una tavola rotonda, ha partecipato Sam Altman, fondatore e amministratore delegato di OpenAI, il quale ha sostenuto che <<L’A.I. è uno strumento molto potente, ma, come per tutte le grandi rivoluzioni tecnologiche non abbiamo certezza sulla sua evoluzione, per questo potrebbe avere addirittura effetti negativi e dannosi>>.

Durante l’incontro la discussione si è concentrata sui valori che devono essere alla base dell’A.I. ponendo come punto focale chi abbia la competenza di decidere, quali valori debbano essere tenuti in considerazione e di conseguenza quali siano i limiti e le differenze tra i vari Paesi.

Il cancelliere inglese Jeremy Hunt ritiene fondamentale che questi standard globali riflettano i valori democratici liberali e sia necessario confrontarsi con Paesi come la Cina. Per quanto riguarda la regolamentazione, contrariamente all’Unione europea che ha provveduto recentemente ad adottare l’AI act, il primo regolamento al mondo che disciplina l’intelligenza artificiale, Hunt si è dichiarato favorevole ad una normativa ‘leggera’ in quanto la tecnologia è ancora agli inizi e non si deve rischiare di condizionare lo strumento che può portare ricchezza al mondo intero. Altri partecipanti, invece, molto più prudentemente hanno espresso la volontà di individuare tempestivamente regole e sicurezza, per non rischiare <<L’Hiroshima dell’intelligenza artificiale>>, come sostenuto da Marc Benioff, AD della società di cloud computing Salesforce.

Non si può evitare di sottolineare l’importante problematica evidenziata dall’Alleanza per la governance dell’IA generativa del World economic forum in cui sono coinvolti esponenti di governi, imprese ed esperti del settore, secondo la quale è necessario garantire un accesso equo all’A.I. per evitare di aumentare il divario dello sviluppo digitale che già è presente nel mondo. In effetti, secondo il “Chief economists outlook”, nello scenario prefigurato a Davos che ipotizza un indebolimento dell’economia mondiale, l’A.I. generativa costituisce lo strumento più efficace per aumentare produttività e produzione.

 Occorrerà però prestare molta attenzione affinchè i benefici non siano solo a favore delle economie dei Paesi più ricchi ma equamente distribuiti.

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