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SMARTPHONE E GIOVANI: UNA PROPOSTA DI LEGGE VIETA L’USO AI MINORI DI 12 ANNI

Presentata alla Camera lo scorso 15 marzo, la pdl mira a disciplinare l’utilizzo dei dispositivi digitali da parte degli under 12. Previste anche multe salate ai genitori che non supervisionano i minori.

Si riapre il delicato capitolo ‘telefonini e minori’. Analisi degli effetti negativi degli smartphone sui bambini e le recenti sfide horror – più o meno confermate – sui social, hanno spinto alcuni deputati del M5S a presentare una pdl per disciplinare l’uso (e l’abuso) del device

A ispirare i proponenti – tra i firmatari, De Giorgi e Fioramonti – è la Francia, la quale dal 2018 vieta categoricamente la presenza dei cellulari nei luoghi scolastici. Ma la pdl fa molto di più: “La presente proposta di legge – come recita il testo – non solo intende introdurre anche in Italia quanto già previsto in Francia nell’ambito scolastico, ma intende andare oltre, non circoscrivendo il suo campo di azione a un solo contesto”.

E questo si traduce nel divieto dell’utilizzo di smartphone, tablet e qualsiasi altro dispositivo digitale nei primi tre anni di vita. Dai quattro ai sei anni di età è consentito far avvicinare gradualmente il minore alla tecnologia per non più di un’ora al giorno, per poi passare a tre ore giornaliere nella fascia di età compresa tra sei e otto anni. Dai nove ai dodici anni di età la fruizione dei media device dovrà essere limitata a quattro ore giornaliere, sempre sotto la supervisione dei genitori.

Una battaglia contro il digitale? No, per i deputati la legge non incarna una “crociata” contro la tecnologia, che può anche avere degli effetti positivi sull’apprendimento, ma un invito a essere più vigili, a proteggere i giovani utenti e le loro delicate fasi di crescita e sviluppo. 

L’obiettivo è la tutela della salute fisica e mentale dei più piccoli, invocando il principio di precauzione. La proposta preme sull’importanza di un uso corretto di diversi dispositivi al fine di scongiurare quegli esiti disastrosi resi noti da numerosi studi: difficoltà di socializzazione, ritardi nello sviluppo del linguaggio, perdita della concentrazione, aggressività ingiustificata, alterazioni dell’umore, disturbi del sonno, dipendenza. 

(da: pixabay.com)

Per una corretta attuazione della legge, i proponenti ritengono utile fare ricorso a specifiche campagne di sensibilizzazione, per le quali si prevedono oneri finanziari pari a 50.000 euro annui. Ma non solo, propongono multe da 300 a 1.500 euro per coloro che lasciano da soli in rete i figli non ancora dodicenni. 

Un provvedimento, a detta di molti, necessario perché sono ancora tanti i papà e le mamme che abbandonano i piccoli davanti agli schermi per distrarli o per conciliare il sonno; una tendenza tutt’altro che utile. 

La proposta di legge: articoli e dettagli

La pdl presenta otto articoli. L’articolo 1 introduce la finalità della legge: la salvaguardia del processo di crescita psicofisico dei minori di dodici anni. 

L’articolo 2 indica i dispositivi digitali vietati. 

L’articolo 3 definisce le modalità di utilizzo in base alle fasce d’età. 

L’articolo 4 introduce il divieto di telefoni e altri dispositivi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

L’articolo 5 illustra l’impegno del Governo e del Ministero della salute nella promozione di campagne di sensibilizzazione e informazione. 

L’articolo 6 indica l’obbligo di osservanza della legge. 

L’articolo 7 definisce le sanzioni per i trasgressori e l’articolo 8 indica la necessità di una copertura finanziaria pari a 50.000 euro annui a partire dal 2021.

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