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Economia

FISCO E ISTITUZIONI: LA RIFORMA FISCALE

IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE FINANZE ON. OSNATO INCONTRA A MILANO I LAVORATORI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE.

Si è svolto, nei giorni scorsi, presso la Direzione Regionale Agenzia Entrate della Lombardia, un convegno organizzato dalla CONFSAL-UNSA Agenzie Fiscali, primo sindacato per aderenti nell’Agenzia delle Entrate, avente ad oggetto la RIFORMA FISCALE e le ricadute di questa sui lavoratori del Fisco. Davanti alla sala gremita da un fitto uditorio, composto da funzionari, a cui si sono aggiunti dirigenti e rappresentanti dell’Amministrazione comunale, si sono susseguiti gli interventi del Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati On. Marco Osnato e del componente della medesima commissione On. Vito De Palma. Questi si sono confrontati con i vertici dell’UNSA-CONFSAL rappresentati dal coordinatore regionale Lombardia Massimiliano Sgroi, del coordinatore Nazionale Settore Entrate Gennaro Vitiello e dal Coordinatore Generale Agenzie Fiscali Valentino Sempreboni. Era presente anche il Vicepresidente nazionale del Salfi, Vincenzo Scordo.  A moderare  l’incontro, Sara Polito Coordinatore Regionale Settore Entrate.

A fare gli onori di casa, il Direttore Regionale Lombardia dott. Antonino Di Geronimo.

Gennaro Vitiello ha evidenziato la valenza simbolica della presenza dei vertici delle Istituzioni ad un incontro con i lavoratori del Fisco, che viene percepito come un forte segnale di attenzione a coloro che sono chiamati a realizzare in concreto la Riforma Fiscale. La riforma, ha spiegato: “è un momento innovativo di tutto rilievo, il primo vero tentativo di riassetto dopo la riforma Vanoni. Per i riflessi negli ambiti del contenzioso, della riscossione e soprattutto del rapporto fisco/contribuente, l’Agenzia delle Entrate assume un ruolo da protagonista: i lavoratori del fisco saranno chiamati a realizzare un imponente sforzo organizzativo a fronte del quale si aspettano il rispetto sostanziale delle Convenzioni. A questo proposito il salario accessorio è elemento nevralgico nel rapporto tra le Agenzie fiscali e le Istituzioni: le Agenze Fiscali si basano infatti su un rapporto principal-agent, che si attua attraverso una Convenzione in cui si individuano obiettivi fiscali e, per contro, viene previsto un salario incentivante proporzionale, che deve essere adeguato al livello delle performance conseguito. Di fatto, questo meccanismo, sancito da disposizioni di legge, per diversi anni ha funzionato in modo distorto: a fronte di obiettivi sempre crescenti e sempre raggiunti dall’Agenzia delle Entrate, il salario accessorio è bloccato ai livelli del 2016 in ossequio ad una norma di spending revue. In questo modo, si è creato un ingente plafond liquidato ma non distribuito di circa 120 mln euro. Il dialogo instauratosi con il Governo a seguito della mobilitazione dei lavoratori ha finalmente portato allo “sblocco” di 38 mln euro per Agenzia delle Entrate e 13 mln euro per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nel recepire l’impegno fattivo della politica, questa Assemblea è tuttavia la migliore occasione possibile per richiedere alle Istituzioni due ulteriori misure, che riteniamo necessarie e indispensabili:

1.       Un adeguato supporto mediatico che accompagni non solo la riforma fiscale, ma anche la soluzione della vertenza fisco, perché sia chiaro che il Governo non ha accordato un “bonus” o un regalo ai lavoratori del fisco, ma dato attuazione a delle disposizioni normative.

2.       La messa a regime strutturale della rimozione dei tetti di spesa al salario accessorio.”

Il presidente On. Osnato ha spiegato che il Governo si è focalizzato sulla riforma fiscale e l’ha condotta con il prezioso apporto del Ministro Leo, perché la politica ha compreso che la collettività non ha bisogno (solo) di imposizioni e divieti, ma che si crei una cooperazione tra cittadini e fisco, e che i cittadini vengano accompagnati e sostenuti nei rapporti con le autorità fiscali. Oltre a perseguire chi evade con consapevolezza, da un lato va quindi incentivato il contribuente ad avvicinarsi all’amministrazione finanziaria, con gli istituti che gli possono consentire di discutere e far valere le sue prerogative, analizzare le sue mancanze, superando le eventuali criticità contingenti (anche nella fase della riscossione) che possono aver negativamente inciso sulla regolare contribuzione fiscale. Dall’altro, vanno potenziati strumenti e risorse delle Agenzie fiscali e della Guardia di Finanza, i cui lavoratori rappresentano a tutti gli effetti lo Stato nei rapporti con la collettività.

In questo quadro si inserisce l’attenzione rivolta dalla politica alla “vertenza fisco”: nel raggiungimento degli obiettivi in convenzione, è essenziale il contributo di lavoratori preparati e con voglia di crescere, a cui deve corrispondere l’adeguato riconoscimento anche attraverso il salario accessorio atteso che agli obiettivi fiscali deve corrispondere, ex lege,  un salario incentivante proporzionale, che deve essere rimodulato e integrato man mano che le performance sono rivolte a obiettivi maggiormente sfidanti e in continua.

L’On. De Palma è stato invitato dal coordinatore regionale Sgroi ad una approfondita riflessione sulle difficoltà in cui versa l’Agenzia delle Entrate in ordine al reclutamento dei funzionari e dei dirigenti, evidenziando le criticità che hanno caratterizzato tutti gli ultimi concorsi banditi sfociati sempre in ricorsi. Inoltre Sgroi ha evidenziato la difficoltà di assumere in regione Lombardia, in quanto i vincitori di concorso talvolta non sottoscrivono il contratto a causa dell’elevato costo degli affitti e della vita in generale, cui non si riesce a fare fronte con lo stipendio offerto dall’Agenzia. L’On. De Palma ha, in primo luogo, segnalato come in Commissione Finanze è impegnato a rappresentare le ragioni dei lavoratori del Fisco che con le loro performance garantiscono il raggiungimento degli obiettivi del Governo. Ha sottolineato come il Viceministro Leo sia riuscito ad invertire una impostazione distorta che sfuggiva al sinallagma contrattuale della Convenzione: se i risultati vengono raggiunti, deve essere riconosciuto un salario accessorio che sia a essi parametrato. Ha dichiarato l’impegno della Commissione nel lavorare per rendere strutturali gli interventi afferenti al salario accessorio e l’incremento delle dotazioni organiche per supplire alla carenza di personale. Su questo secondo punto, in particolare, la politica sta cercando di fornire un proprio contributo, con un piano di assunzioni volto a rimpinguare anche i lavoratori nel comparto delle Agenzie fiscali, avendo a riguardo non solo il numero, ma anche le professionalità da inserire in organico. In merito all’esigenza di rendere attrattivo il posto di lavoro a Milano, l’On. De Palma ha individuato nelle modalità di assegnazione del salario accessorio per Regione, tenendo conto del differente costo della vita, l’elemento idoneo a valorizzare i sacrifici di quanti accettano di lavorare in luoghi in cui è più elevato il costo della vita.

Il Dott. Di Geronimo, Direttore Regionale della Lombardiaha rivendicato il proprio contributo nel rendere più appetibile il ruolo di funzionario del Fisco in Lombardia attraverso la massima applicazione degli strumenti di conciliazione vita/lavoro, come lo smart working per il quale in Lombardia si registra la più estensiva adozione. Per fronteggiare le oggettive difficoltà di ampliamento dell’organico in Lombardia ha proposto agli esponenti Parlamentari di implementare un nuovo sistema salariale che individui una specifica indennità idonea a ridurre il gap (legato alla sostenibilità del costo della vita) con le altre Regioni.  

Ha chiuso i lavori il coordinatore nazionale agenzie fiscali Valentino Sempreboni che ha sottolineato con forza la necessità che le procedure concorsuali in essere vengano completate nel più breve tempo possibile. Nel contempo, nell’apprezzare l’azione dell’Autorità Politica in primis il Vice Ministro Maurizio Leo per l’approvazione in CdM della disposizione di legge in materia di salario accessorio (51 milioni di euro per ciascuna annualità 2023/2024), ha auspicato che possano essere predisposte misure strutturali in grado di migliorare gli aspetti retributivi che “aiutano” la “messa a terra” della riforma fiscale attesa da oltre 50 anni.
Ha invitato la Politica a salvaguardare e rafforzare il modello delle agenzie.
Ha chiesto un ulteriore salto di qualità anche sulla dirigenza auspicando la definitiva soluzione delle problematiche in essere, salvaguardando diritti ed aspettative di tutti i colleghi a vario titolo interessati. Infine, nel ringraziare la platea per la sentita e massiccia partecipazioni ha auspicato il massimo impegno di tutti i colleghi a supporto dell’azione della CONFSAL-UNSA.

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