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Economia

LA CRESCITA DELL’INFLAZIONE SPINGE IN ALTO LE ASTE ONLINE

Orologi, auto, bottiglie di whisky passando per la moda e l’arte: sempre più italiani alla ricerca di “investimenti” che durano nel tempo.

La crescita dell’inflazione ha causato un piccolo terremoto nell’economia ma nel 2022 il mercato delle aste online – vuoi per l’aumento delle persone alla ricerca di nuove fonti di guadagno che per quelle alla ricerca di oggetti in grado di mantenere valore nel tempo – ha fatto registrare numeri straordinari: sono stati infatti oltre 3,7 milioni gli oggetti messi all’asta su Catawiki. 

A trainare il mercato i beni di lusso che hanno rappresentato circa la metà delle vendite registrate lo scorso anno. Da segnalare, inoltre, anche un ritorno in auge dei memorabilia della “cultura pop”, con molti oggetti da collezione (musica, film, sport e giocattoli) in cima alle categorie di tendenza e un boom di artisti e creatori che scelgono le aste online come mai prima d’ora.

Sono questi alcuni highlights che emergono dall’analisi del 2022 di Catawiki, marketplace online di oggetti speciali che conta oltre un milione di offerte ogni settimana.

Le aste online: un’ancora di salvezza economica in tempi di inflazione? 

Catawiki ha registrato un alto numero di nuovi utenti – il 45% di tutti gli offerenti e il 60% di tutti i venditori hanno utilizzato la piattaforma per la prima volta lo scorso anno. Con l’inflazione che ha colpito duramente e il costo della vita in forte aumento, nel 2022 sempre più persone hanno cercato fonti di reddito alternative. Oltre a un aumento degli oggetti messi all’asta durante tutto l’anno, il mese di novembre ha visto un nuovo record con oltre 100.000 proposte da parte di venditori italiani, il numero più alto di sempre, in relazione al tasso di inflazione a due cifre che ha caratterizzato l’ultimo trimestre dell’anno.

L’Italia al top

Il nostro Paese si conferma il primo mercato chiave di Catawiki, con una ulteriore crescita della spesa del 10% rispetto al 2021. Sono stati oltre 550.000 gli oggetti acquistati dagli italiani per una spesa media annuale di 1.100 euro ciascuno e circa 230mila, invece, gli utenti che hanno fatto almeno un’offerta.

Cresce anche il numero dei venditori che sfiora quota 55.000 (oltre il 60% dei quali nuovi) che hanno messo all’asta oltre 750.000 oggetti che, per circa un terzo dei casi sono stati acquistati da utenti italiani, nel 13% da francesi e nell’11% da olandesi. 

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