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Economia

L’87% DEGLI ITALIANI È PREOCCUPATO PER LA CRISI ECONOMICA

La metà della popolazione è pessimista riguardo il futuro, temendo un peggioramento.

La percezione della crisi economica da parte degli italiani sembra essere peggiore della crisi stessa. Secondo l’ultimo Rapporto Eurispes, l’87% degli italiani è seriamente preoccupato dall’attuale scenario, e il 45% delle famiglie riesce ad arrivare alla fine del mese solo mettendo mano ai propri risparmi.

Sempre secondo il Rapporto, più della metà degli intervistati (54%) è ricorso ad un prestito da banche, amici o parenti, e 1 italiano su 3 rateizza i propri acquisti. Uno scenario catastrofico che è confermato anche dall’aumento di richieste di consulenza pervenute a Legge3.it, che da anni aiuta privati e imprenditori ad uscire da situazioni di sovraindebitamento. Nel 2022 le richieste sono cresciute del 45% circa, ben oltre le 23.500 contro le poco più di 16.300 del 2021. 

La crisi sta frenando i consumi e l’iniziativa imprenditoriale, affossando sempre di più la nostra economia. Il risultato? Incremento della povertà, e chi si trovava in una situazione di fragilità vede peggiorare ulteriormente il proprio status. Questo li porta a contrarre debiti, a fare rate per sostenere acquisti, anche per beni necessari. Rate che poi, andando a sommarsi con le altre spese, diventano insostenibili. – Commenta Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it – Lo scorso anno abbiamo sottoscritto 825 contratti di analisi di fattibilità e 410 contratti di consulenza, aumentati rispettivamente del 60% e del 93%! Questi dati da un lato sono davvero preoccupanti, perché ci rimandano ad uno scenario di sovraindebitamento diffuso, dall’altro sono sintomo di una maggior conoscenza degli strumenti che lo Stato italiano offre per liberarsi da queste situazioni”.

Più volte Bertollo ha, infatti, denunciato la scarsa cultura finanziaria tra tutte le fasce della popolazione, che porta a fare scelte spesso controproducenti per le proprie tasche, e a non sapere poi come rimediare. Anche la Legge 3 del 2012 e le successive integrazioni contenute nel nuovo Codice della Crisi, sembrano essere ancora ignote alla maggior parte delle persone, pure a coloro che potrebbero beneficiare di questi strumenti per ricominciare a vivere.

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