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Attualità

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E GIORNALISMO: COME CAMBIA L’INFORMAZIONE

Già impiegata in diversi settori, l’intelligenza artificiale mira a un nuovo modo di fare giornalismo, incrementando sempre più la qualità e la tempestività dell’informazione.

La tecnologia governa e regola gran parte degli aspetti della nostra vita. La comunicazione ha superato confini fino a poco tempo fa inesplorati e anche il mondo giornalistico deve confrontarsi con l’intelligenza artificiale (AI). 

Molte redazioni mondiali utilizzano già questo strumento per raccogliere, elaborare e distribuire in maniera automatica le notizie. Lo scopo è quello di garantire al lettore un servizio veloce e preciso. 

Ma come funziona? Software basati su AI effettuano la stesura di articoli grazie a degli algoritmi in grado di analizzare una grande quantità di dati e questo è quello che di norma viene indicato come Automated Journalism. La grande mole di dati raccolti e scansionati sono organizzati e interpretati attraverso un linguaggio semplice e chiaro dalla tecnologia Natural Language Generation che permette di confezionare testi facilmente fruibili. 

Ad oggi, queste soluzioni sono usate soprattutto nel giornalismo investigativo, nello sviluppo di report economici e, in generale, in tutti quei settori che prevedono l’osservazione di dati. 

(da: pixabay.com)

Durante la pandemia, l’ANSA ha deciso di sperimentare l’impiego dell’AI per le notizie riguardanti il Covid- 19. L’agenzia italiana, in collaborazione con la società americana Applied Xlab, ha dato il via alla stesura automatica di testi partendo dai dati forniti dalla Protezione Civile, aiutando il servizio nazionale a diffondere in tempo reale tutti gli aggiornamenti. 

C’è poi un altro esempio, forse il più eclatante, che vede protagonista l’agenzia di stampa cinese. Xinhua – durante il sesto Congresso Mondiale delle Agenzie di Stampa, tenutosi nel 2019 – ha presentato i suoi tre anchorman robot. I tre giornalisti riproducono voce e gestualità umani e riescono a condurre il TG in tre lingue differenti: cinese, inglese e russo.  

Ma attenzione, l’obiettivo principale dell’intelligenza artificiale non è la sostituzione dei giornalisti in carne e ossa. L’AI è pensato soprattutto come strumento utile ad affiancare il professionista, a svolgere quelle fasi lavorative che comprendono l’osservazione di un numero significativo di dati (e immagini) e la loro traduzione in articoli. Ciononostante, il fiuto, lo spirito di osservazione e la sensibilità interpretativa dell’uomo verso tutto ciò che ci circonda non possono essere sostituiti – almeno per il momento – dalla tecnologia. 

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