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Attualità

LA FORZA, I VALORI E QUEGLI INSEGNAMENTI CHE NON SI POSSONO UCCIDERE

Fanno a botte i ragazzi, come se fosse la cosa più normale di questo mondo, colpiscono e poi ricolpiscono, scatenano la loro rabbia repressa, confondono corpi per sacchi da boxe.

Si sentono i padroni del mondo, i padroni della zona, a volte hanno stretti contatti con la criminalità organizzata, altre volte si atteggiano da bulli, vogliono essere i più forti, vogliono avere pieno controllo di ciò che gli sta intorno.

Prima Willy Monteiro Duarte, ucciso barbaramente in una notte a Colleferro, adesso Davide Ferrerio che lotta tra la vita e la morte dopo essere stato gonfiato in quel di Crotone, inutile avventurarsi sui motivi di tali gesti proprio perché spesso non ci sono o a volte sono talmente futili che si rischia di rimanere sgomenti.

Uno sguardo “di troppo”, come se fosse un delitto guardare, tutti lo facciamo, tutti posiamo lo sguardo su una bella ragazza o un bel ragazzo, indipendentemente dal fatto che sia accompagnata/o o meno. Certo ci sono sguardi di perquisizione, sguardi maniaci, sguardi troppo prolungati, tutti da condannare, ma Davide, probabilmente, è stato “punito” per un solo sguardo, lui anima pulita, colpevole solo di essere arrivato un po’ in anticipo all’appuntamento con gli amici.

Voleva mangiare la pizza con i suoi compagni di una vita, in vacanza a Crotone, voleva divertirsi, ridere, voleva vivere senza che un bruto lo colpisse accanendo tutti i suoi istinti più neri. Willy aveva addirittura “osato” difendere un amico, altra anima pura, ragazzi dai sani valori, puniti per essere troppo puliti.

Uccidere, o provare a farlo, è diventato troppo semplice, forse perché le pene non sono poi così severe come l’angoscia perenne con cui sono costretti a convivere genitori loro malgrado coinvolti.

“L’ho cresciuto a pane e princìpi ed è andata così, ho fatto la scelta giusta?”, si chiedono gli adulti, la cronaca si è presa la loro quotidianità, il male ha gonfiato il bene senza possibilità di appello.

“Guarda come è finita a quei ragazzi, devo educare mio figlio ai valori o a sapersi difendere dai pericoli continui della vita?”, si chiedono altri, indecisi su quale sia la risposta quando la risposta, in realtà sta in entrambe le alternative.

Per favore però, lo dico a me stesso come a voi, non educhiamo i nostri figli all’indifferenza, salveranno la pelle ma saranno perdenti nella vita, sembra così difficile da capire di fronte a così grandi tragedie ma è l’unico modo per evitare che ve ne siano in futuro.

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