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Economia

Epidemia da Covid-19: Borse pesanti ed economia al collasso. Decreto-legge per 25.000 miliardi. La Bce stacca un assegno di 750.000 miliardi

Recenti analisi e studi prevedono che la crisi da coronavirus potrebbe provocare perdite per miliardi di PIL, ma se l’emergenza non dovesse rientrare in tempi brevi, le conseguenze potrebbero prevedere scenari ben peggiori. Dopo la caduta delle Borse la Bce lancia un Piano Marshall per l’Europa. Il Governo italiano vara un piano di aiuti per 25000 miliardi per sostegno all’economia e alle famiglie.

L’emergenza scoppiata dal dilagare del nuovo Covid-19 avrà effetti devastanti sull’economia mondiale. Come un domino, il virus sta contagiando in ordine sparso tutti i Paesi i quali, sul buon esempio del modello italiano, stanno prendendo misure drastiche di contenimento. 

Dalla Cina arrivano notizie confortanti, ma l’intera Unione Europea si trasforma in zona rossa. Dagli Stati Uniti arriva la preoccupazione del Presidente Donald Trump che si dichiara “Presidente in guerra”.

Il timore che l’epidemia possa avere impatti rilevanti sull’economia globale sta spingendo al ribasso i listini azionari di tutto il mondo, una caduta dettata dall’incertezza circa l’evoluzione del contagio e i tempi di risoluzione dell’emergenza sanitaria.

 L’infelice scivolone di qualche giorno fa della Presidente della Bce Christine Lagarde, che lasciava l’Italia al proprio destino, è stato uno scossone che ha fatto tremare le Borse affondando quella di Milano con una perdita del 17 per cento. 

Dopo il dilagare dell’epidemia in Francia e Germania, la Banca di Francoforte inverte la rotta, lancia un nuovo Quantitative easing pandemico da 750 miliardi di euro di titoli pubblici e privati, un segnale forte per sostenere l’economia europea, per arginare al massimo gli effetti di rallentamento che necessariamente dovremo attenderci e per dare sostegno a tutti i cittadini: famiglie, imprese, banche e governi dell’area euro. Una valanga di soldi da utilizzare fino a che la crisi del Covid-19 non si risolverà, una fine stimata non prima della fine dell’anno. Ma la Bce è consapevole che questa manovra di stimolo monetario per immettere liquidità sui mercati e sostenere la crescita non sarà sufficiente? L’Europa si sta muovendo e  oltre ai 750.000 miliardi di euro stanziati dalla Bce si aggiungono altre misure del Parlamento Europeo, della Commissione Europea, degli Stati nazionali e altre iniziative come quella di mobilitare 500 miliardi dal Fondo Salva-Stati. Un intervento di aiuti massiccio che ricorda il Piano Marshall, quel Piano economico  che aiutò i nostri Paesi ad uscire dalle rovine della Seconda Guerra Mondiale.

Siamo di fronte a una situazione singolare e servono anche a livello interno misure chiare, forti e innovative. Dal punto di vista economico il nostro Esecutivo ha stanziato con Decreto Legge n.18 del 17 Marzo 2020 25.000 miliardi di euro per attuazione di misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il Documento prevede disposizioni urgenti per limitare impatti e conseguenze devastanti derivanti della emergenza epidemiologica: diverse misure di finanziamento per il potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale, sostegno all’occupazione e ai lavoratori, supporto al credito per famiglie e piccole e medie imprese e sospensione degli obblighi di versamento per tributi e altri adempimenti ed incentivi fiscali. Si tratta di una prima boccata d’aria ma non sufficiente a mitigare gli effetti e le conseguenze lunghe e disastrose dell’epidemia che lasceranno un segno indelebile a livello finanziario, economico e sanitario. I contenuti del documento risultano un po’ monchi perché mancano di tutele che stanno mettendo i nostri schieramenti politici a confronto. Si dà già per scontato che le misure non basteranno e sarà necessario un altro sforzo per un provvedimento nel mese di aprile. Per finanziarlo il governo potrebbe rivolgersi al Parlamento e all’Unione Europea chiedendo ulteriori margini di scostamento dagli obiettivi di bilancio. Il successivo decreto dovrà essere destinato a prorogare alcuni interventi di emergenza in corso e a definire azioni di rilancio dell’economia e dei settori più colpiti a partire dal turismo

Gli effetti economici, sociali e politici della pandemia saranno duraturi e forse irreversibili. Dopo questa battaglia – né breve né facile – dobbiamo mettere in moto il nostro sistema di ricostruzione. L’emergenza ci sta chiedendo delle innovazioni e ci sta dando degli insegnamenti chiamandoci alla trasformazione. La lezione di oggi sarà un valido e costruttivo spunto per il futuro.

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