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Economia

L’EMERGENZA COVID-19 RICHIEDE INIZIATIVE IMMEDIATE, CORAGGIOSE E COESE

La Banca Centrale Europea (BCE) acquista titoli di Stato senza limiti. Il Governo italiano prepara la manovra d’Aprile e chiede all’Europa l’emissione di Eurobond. Mario Draghi: più debito pubblico per salvaguardare cittadini e imprese.

L’emergenza da Covid-19 sta paralizzando il sistema economico del nostro Paese e le previsioni per il 2020 non possono che essere con segno negativo e con ripercussioni pesanti e di lungo periodo. Questa emergenza ha un costo imminente che è quello sanitario e un costo di ricostruzione che graverà a lungo sull’economia. Sono indispensabili iniziative comuni e fuori dai vecchi schemi altrimenti si rischia di cadere in una grave recessione.   

La BCE gioca il jolly con una mossa di politica monetaria non convenzionale e senza precedenti: l’acquisto senza limiti di obbligazioni pubbliche e private dei Paesi membri dell’Eurozona.  La parola d’ordine è, quindi, creare liquidità. La portata di questo intervento ad hoc deve essere necessaria, proporzionata e rispondere adeguatamente alle minacce create dall’epidemia sull’economia e sui mercati. Questa manovra, Pepp (Pandemic emergency purchase programme), studiata per stimolare la ripresa del sistema economico e contrastare gli effetti del Covid-19 è una spinta di 750 miliardi. “Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie” ha affermato la Presidente della BCE Christine Lagarde. 

Anche i singoli Stati europei colpiti dal dramma epidemiologico rispondono con provvedimenti di politica nazionale e di supporto alla loro economia : la Cancelliera Angela Merkel annuncia un piano di 156 miliardi per le Pmi e la creazione di un fondo per la stabilizzazione dell’economia; la Francia promette misure pari a 345 miliardi per famiglie e imprese, la Spagna una manovre da 200 miliardi e l’Italia dopo il Decreto-Legge    “Cura Italia” in cui stanziava 25 miliardi, varerà nei primi giorni di Aprile un pacchetto di misure che toccherà i 25 miliardi di euro, tutti finanziati ricorrendo al debito pubblico. Questo budget mette in frizione le diverse forze politiche: l’opposizione vorrebbe vedere realizzato un vero e proprio piano, suddiviso anche in più fasi e di una portata di almeno 100 miliardi di euro. Una cifra importante ma necessaria per attenuare le preoccupazioni dei lavoratori e degli imprenditori. 

(da: pixabay.com)

Sul fronte europeo la manovra di 750 miliardi della BCE, l’iniziativa di 120 miliardi della Commissione UE e la sospensione del Patto di Stabilità Rappresentano le decisioni finanziarie ed economiche assunte dalle Istituzioni europee per contrastare la drammatica ed epocale emergenza, ma non bastano. il Governo Conte sta aspettando dall’Eurogruppo l’approvazione circa l’emissione straordinaria di titoli di Stato, gli  Eurobond, per poter condividere tra gli Stati il maggior debito pubblico necessario e indispensabile a garantire la ripresa  e  rilanciare l’economia quando la pandemia sarà superata. Sulla questione Eurobond l’Europa si spacca in due. La Germania e alcuni Paesi del Nord e dell’Est Europa continuano a dimostrare le proprie reticenze, non vogliono superare i rigidi parametri previsti dal Trattato di Maastricht che vietano di indebitarsi oltre misura. Non ancora totalmente chiara è la posizione della Francia. 

In questo triste quadro si inserisce la linea di Mario Draghi, ex presidente della Banca Centrale Europea,  il quale in un’intervista al Finantial Times,  lancia un richiamo al dovere da parte dei Governi ad agire in modo forte e veloce attraverso un aumento dei debiti pubblici. L’Europa è attrezzata per affrontare una guerra di queste proporzioni, continua Draghi,  ma deve lasciarsi alle spalle ogni diffidenza reciproca ed agire con strumenti eccezionali perché tempi eccezionali.  Secondo ex Governatore della Banca Centrale la risposta all’emergenza deve includere un significativo aumento del debito pubblico, deve indebitarsi. Non si tratta di fornire un sussidio a chi perde lavoro, ma soprattutto di salvaguardare i posti di lavoro delle aziende, dei negozi e delle attività commerciali e industriali che per mitigare il contagio hanno chiuso. I soldi devono arrivare alle aziende perché queste possano riprendere in mano la gestione delle proprie attività. L’unico modo è sciogliere le briglie alle banche affinché possano dare liquidità a costo zero.

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