Connect with us

Attualità

LA CONDIZIONE DELL’APOLIDE NEL MONDO PRIVO DI CITTADINANZA CHE RISCHIA DI NON POTERE ESSERE VACCINATO CONTRO IL COVID-19

Secondo i dati gli apolidi nel mondo sarebbero 4,2 milioni ma l’UNHCR ne stima almeno 10 milioni aumentando i rischi covid per la tutta la comunità.

 📄 Scarica l'articolo in PDF

La condizione degli apolidi nel mondo, già precaria a causa del mancato riconoscimento di diritti fondamentali rischia di aggravarsi a causa dell’emergenza Covid-19. Persone emarginate prive di cittadinanza e stranieri.Ai sensi dell’articolo 16 della legge 92/1992 l’apolide che risiede legalmente è soggetto alla legge italiana per l’esercizio dei diritti civili. Lo straniero riconosciuto rifugiato dallo Stato italiano è equiparato all’apolide ai fini dell’applicazione della legge di cittadinanza

Ma quanti sono gli apolidi nel mondo? Sono tantiIn Italia secondo le stime fornite da organizzazioni della società civile gli apolidisarebbero tra i 3.000 e 15mila mentre secondo i dati comunicati da 76 paesi del mondo le persone prive di cittadinanza sarebbero 4,2 milioni di persone (Global Trends 2019). Ma secondo le stime dell’UNHCR gli apolidi nel mondo sarebbero molte di più, almeno 10 milioni. Persone invisibili che sfuggono dai tabulati degli uffici anagrafe degli stati del mondo senza diritti e senza nazionalità. Molti di loro bambini e giovani che vivono nelle baracche in situazioni di apolidia, non hanno diritto all’istruzione, sono emarginati dalla società, non possono ricevere cure mediche o opportunità di lavoro e non possono far sentire la propria voce. E secondo l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, gli apolidi di tutto il mondo rischiano di non essere vaccinati contro il Covid-19 in quanto privi di cittadinanza o di una prova di identità.

Sono esclusi dall’accesso alle vaccinazioni salvavita. Secondo un rapporto di Gillian Triggs, Assistente Alto Commissario per la protezione dell’UNHCR l’Agenzia ONU la maggior parte dei piani di immunizzazione nazionali non fornisce chiarezza sulla copertura degli apolidi. E a meno che gli Stati non facciano sforzi particolari per identificarli queste persone saranno escluse dal vaccino. I piani nazionali di vaccinazione dovrebbero essere attuati nel modo più inclusivo possibile nell’interesse di tutti, proteggere la vita delle persone e garantire la salute pubblica. Dall’inizio della pandemia incontrano difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria e ai servizi sociali. E molti di loro sfuggono all’identificazione perché temono di farsi avanti per test o trattamenti a causa della loro mancanza di status legale che potrebbe metterli a rischio di detenzione o deportazione. Per loro, inoltre, Il costo delle cure mediche, comprese le vaccinazioni, è proibitivo poiché di solito non sono coperti dai programmi sanitari pubblici nazionali.

Inoltre a quasi due anni dall’inizio della pandemia, l’UNHCR sostiene che a causa delle interruzioni dei servizi di registrazione delle nascite stanno aumentando i casi di apolidia. Servizi anagrafici che sono fondamentali per stabilire l’idoneità alla nazionalità. Una situazione quella degli apolidi che meriterebbe maggiore considerazione. Ma soprattutto per i rischi per l’incolumità pubblica che si aggiungono ai rischi che corriamo quotidianamente nei rapporti con la comunità anche noi esseri visibili.

 📄 Scarica l'articolo in PDF

ISCRIVITI
ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Post di tendenza

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE STA CANCELLANDO I LAVORI PER I GIOVANI?

Millennial

SCUOLA, L’ESTATE ITALIANA È TROPPO LUNGA? IL DIBATTITO SULLE VACANZE PIÙ ESTESE D’EUROPA

Scuola

LE LAUREE CHE OFFRIRANNO PIÙ OPPORTUNITÀ NEI PROSSIMI ANNI

Scuola

SETTEMBRE SENZA STRESS: 10 COSE DA FARE PRIMA DEL RIENTRO

Attualità

GENERAZIONE Z IN VACANZA: COME I GIOVANI STANNO CAMBIANDO IL TURISMO

Millennial

DOMANI – COME VIAGGEREMO NEL 2035: L’IA ORGANIZZERÀ LE NOSTRE VACANZE?

Viaggi

PERCHÉ FESTEGGIAMO FERRAGOSTO? DALL’ANTICA ROMA ALLE VACANZE DEGLI ITALIANI

Cultura

QUANTO COSTANO DAVVERO LE VACANZE AGLI ITALIANI NELL’ESTATE 2026?

Viaggi

Articoli recenti

Facebook

Connect
Newsletter