Arrivare al supermercato e non trovare il proprio prodotto preferito. Oppure scoprire che intere scorte di surgelati sono da buttare. Dietro situazioni come queste potrebbe esserci un attacco informatico. Perché i cybercriminali possono colpire le tecnologie che fanno viaggiare le merci, riforniscono i negozi e mantengono gli alimenti alla giusta temperatura. E le conseguenze possono arrivare fino alla nostra spesa.
A richiamare l’attenzione su questo rischio èClaroty, azienda specializzata nella sicurezza dei sistemi digitali che controllano macchinari e impianti. In un supermercato sempre più connesso, infatti, la protezione informatica riguarda anche ciò che mettiamo nel carrello: la disponibilità dei prodotti e la loro corretta conservazione dipendono da tecnologie che possono diventare un bersaglio.
IL SUPERMERCATO CHE NON VEDIAMO
Dietro una confezione di yogurt sullo scaffale c’è molto più di un camion che la consegna. Ci sono magazzini automatizzati, macchine che spostano e smistano le merci, sensori che controllano le temperature e sistemi che regolano la refrigerazione. Una parte di queste tecnologie può essere gestita anche a distanza, per esempio dai tecnici che si occupano della manutenzione.
È il supermercato che il cliente non vede, ma che permette di trovare ogni giorno i prodotti al loro posto. Se un attacco blocca un magazzino, le consegne possono rallentare o saltare. Se interferisce con la refrigerazione, può compromettere la conservazione degli alimenti.
Il risultato? Prodotti che non arrivano sugli scaffali, scorte che rischiano di deteriorarsi e negozi costretti a interrompere alcune attività. Un problema che nasce nei sistemi informatici può così trasformarsi in un disagio concreto per chi fa la spesa e in uno spreco di prodotti.
ANCHE IL FREDDO PUÒ FINIRE NEL MIRINO
Tra gli esempi più immediati c’è la cosiddetta catena del freddo: il mantenimento delle temperature necessarie a conservare correttamente gli alimenti lungo il percorso che li porta fino al banco del supermercato.
Che cosa succederebbe se qualcuno riuscisse a interferire con i sistemi che la controllano? È una possibilità su cui ha indagato Team82, il gruppo di ricerca di Claroty, analizzando due controller utilizzati per gestire la refrigerazione anche in supermercati e magazzini. I ricercatori hanno individuato falle di sicurezza che un attaccante avrebbe potuto sfruttare per interferire con questi sistemi. In uno dei casi, hanno dimostrato in laboratorio che era possibile manipolare il funzionamento della refrigerazione.
Non si tratta quindi del racconto di un attacco avvenuto in un supermercato, ma di una ricerca che mostra un rischio concreto. Le vulnerabilità sono state segnalate ai produttori attraverso una procedura coordinata, per consentire loro di intervenire.
PROTEGGERE LA SPESA COMINCIA DIETRO LE QUINTE
Per ridurre questi rischi, secondo Claroty, le aziende devono conoscere le tecnologie presenti nei propri negozi e magazzini, individuare i punti deboli e controllare gli accessi di chi interviene a distanza sugli impianti. Anche una connessione utilizzata per la manutenzione di un frigorifero deve essere protetta. Sono precauzioni che il consumatore non può verificare passando tra le corsie, ma che contribuiscono al buon funzionamento del supermercato quanto la logistica e la manutenzione delle attrezzature.
La sicurezza informatica riguarda anche questo: poter trovare ciò che serve sugli scaffali, sapere che è stato conservato correttamente ed evitare che il cibo finisca tra i rifiuti prima ancora di arrivare sulle nostre tavole.










