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Medicina

MASCHERINE FFP2: PERCHE’ PROTEGGONO DI PIU’?

Secondo vari studi proteggono anche chi le indossa,oltre alle persone attorno: il governo le ha rese obbligatorie in alcuni luoghi per contrastare la pandemia da coronavirus.

Nuove restrizioni

Giovedì 23 dicembre il governo ha introdotto nuove limitazioni per combattere l’epidemia da Sars Covid-19 che, tra le altre misure, includono l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto in tutta Italia e di portare la mascherina FFP2 in alcuni luoghi al chiuso e sui trasporti pubblici. L’obbligo è entrato in vigore con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale.

Le FFP2 sono quindi obbligatorie in luoghi chiusi come cinema e teatri, sui mezzi di trasporto pubblici (sia urbani che a lunga percorrenza), per partecipare ad eventi pubblici sportivi al chiuso e all’aperto, così come per spettacoli e manifestazioni che si svolgono all’aperto.

In quasi due anni di pandemia, numerose ricerche hanno rilevato che i modelli FFP2 offrono una maggior protezione dai contagi rispetto alle mascherine di tessuto o a quelle chirurgiche sia per chi le indossa, sia per gli altri. In generale la funzione principale delle mascherine è di ridurre la circolazione nell’aria delle particelle virali emesse da chi inconsapevolmente contagioso: indossarle offre innanzitutto protezione nei confronti di chi ci sta intorno. Diversi studi, però, hanno dimostrato che le mascherine possono offrire una buona protezione anche a chi le indossa, nel caso in cui si abbiano intorno individui che non le utilizzano e che potrebbero essere contagiosi.

I risultati delle ricerche scientifiche

Uno studio condotto in Giappone ha rilevato come in termini di protezione le mascherine FFP2, soprattutto se fatte aderire monto bene al viso, siano decisamente migliori di quelle in tessuto o delle chirurgiche. Già in passato, comunque, prima della pandemia, varie ricerche avevano fatto notare come le FFP2 rappresentino il migliore sistema di protezione per chi le indossa, anche nelle circostanze in cui si condividano ambienti al chiuso con persone che non stanno utilizzando protezioni. Il loro impiego è consigliato soprattutto nelle circostanze in cui non si possa mantenere il distanziamento fisico, nei luoghi affollati e in quelli in cui non ci sia un adeguato ricambio di aria.

Prima della pandemia le FFP2 erano utilizzate soprattutto negli ambienti di lavoro: fanno parte di una categoria di mascherine denominate ‘semimaschere facciali’(la sigla FFP sta per filtering facepiece), realizzate in parte in tessuto ed in parte con un apposito materiale filtrante. Ci sono in commercio anche modelli provvisti di valvola, che agevola la respirazione. Questi però sono sostanzialmente inutili da indossare per contrastare la diffusione del coronavirus, perché non fanno nulla per evitare la diffusione di aerosol e goccioline di muco e saliva (droplet) della persona che le indossa. In pratica proteggono se stessi, ma non gli altri.

All’interno dell’Unione Europea sono divise in tre fasce di protezione, dalla meno protettiva alla più protettiva. Sono state pensate per impedire alle particelle di varia grandezza di contaminare il sistema respiratorio: le FFP1 vengono consigliate nel settore delle costruzioni, le FFP2 nell’industria metallurgica, le FFP3 nell’industria chimica o durante operazioni molto delicate come, ad esempio, la rimozione di materiale altamente tossico.

La decisione del governo di rendere obbligatorie le mascherine FFP2 in alcuni luoghi in cui si può creare un assembramento di persone e sui mezzi pubblici segue quella di altri governi e amministrazioni locali in Europa, che avevano approvato misure simili in passato.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del decreto, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha precisato che: <<Numerosi studi scientifici confermano la grandissima importanza delle mascherine e, in particolare, questa importanza cresce dinanzi alla presenza di una variante che ormai evidentemente ha fatto registrare una significativa capacità di aumentare il contagio>>.

Perciò a tutti  la viva raccomandazione di ritenere la mascherina un dispositivo di sicurezza fondamentale per la tutela della propria salute e di quella degli altri. Ciò si inserisce anche in una forma di rispetto di sé e del prossimo, valore che deve diventare fondamentale nella lotta al virus.

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