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Medicina

CENTRI DI ECCELLENZA: CNAO DI PAVIA

Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO), ovvero uno stabilimento specializzato nel trattamento di tumori tramite il metodo dell’adroterapia, una forma particolare di radioterapia.

La radioterapia è una tecnica per la cura dei tumori che sfrutta un fascio di particelle per rilasciare energia sulle cellule tumorali danneggiandone il DNA, uccidendole e impedendo loro pertanto la rigenerazione.

A rendere il CNAO un’eccellenza rispetto agli altri centri di trattamento dei tumori è l’uso di tecniche irdroterapeutiche. A differenza della radioterapia tradizionale, che utilizza fotoni (in particolare raggi X) per rilasciare l’energia, l’adroterapia praticata al CNAO utilizza un fascio di particelle massive come protoni e ioni carbonio. Questo è un vantaggio perché, mentre i fotoni rilasciano la loro energia gradualmente, le particelle massive la rilasciano in un arco di tempo molto breve e sono quindi più precise, consentendo di agire miratamente e limitando i danni alle cellule sane (che sono invece comuni nelle terapie convenzionali).

Affinchè siano efficaci, le particelle devono raggiungere energie elevate in grado di superare l’energia di attivazione dei legami all’interno delle cellule tumorali. Questo avviene nell’acceleratore di particelle: una struttura circolare con 80 metri di diametro al cui interno il fascio di particelle è accelerato fino a velocità prossime a quella della luce, grazie a degli elettromagneti posizionati lungo il percorso delle particelle.

Calibrando accuratamente i magneti si possono ottenere livelli di energia precisi, permettendo di colpire le cellule tumorali a varie profondità, spesso anche molto ampie. Per evitare il cosiddetto scattering, cioè la dispersione di energia dovuta all’interazione tra le particelle cariche e le molecole d’aria, il percorso del fascio di particelle è quasi interamente sottovuoto, tranne che per l’ultimo tratto (la dispersione è comunque precedentemente calcolata per evitare di danneggiare altre cellule).

Dopo essere state accelerate, le particelle vengono convogliate verso una delle tre stanze adibite ai trattamenti. Qui i pazienti, dopo che la zona soggetta al trattamento è stata immobilizzata, vengono colpiti dal fascio di particelle. Il trattamento è del tutto indolore ed ha una durata di pochi minuti, che sommati ai minuti di preparazione permettono al trattamento di avere una durata all’incirca di mezz’ora per ogni seduta.

Ma chi viene sottoposto a questo trattamento?

Essendoci solamente 65 centri in tutto il mondo che praticano adroterapia, 19 in Europa e soltanto 3 in Italia, la scelta degli individui che riceveranno il trattamento deve essere molto selettiva. Infatti, delle molte persone che richiedono questa radioterapia, vengono scelti i casi che necessitano maggiormente. Questi casi possono essere ad esempio tumori radioresistenti, come cordomi, condrosarcomi e sarcomi, tumori nella zona testa collo o a livello encefalico, vicino ad un organo critico, o anche quelli non operabili.

La richiesta del trattamento può avvenire tramite collegamento con l’ospedale oppure, negli ultimi anni, anche tramite l’utilizzo di apposite piattaforme online da parte del medico o, in certi casi, anche dal paziente stesso. Se il paziente non viene scelto per proseguire con l’adroterapia, viene comunque assegnato ad altri centri meglio specializzati nel trattare quel tipo di tumore; se il tipo di tumore è tra quelli adibiti alla terapia, invece, il paziente viene immesso in un iter di cure.

Una volta sottoposto a una simulazione via TAC e risonanza magnetica, tramite una valutazione diagnostica è possibile conoscere nel dettaglio il volume del tumore interessato e se sono presenti nelle sue vicinanze organi critici. Per effettuare queste diagnosi, al paziente viene applicata una particolare maschera termoplastica, che assume la forma della testa (maschera corta) o della sezione di corpo interessata (maschera lunga).

La TAC viene effettuata con la maschera, mentre la risonanza viene effettuata sia con che senza maschera. A questi esami segue un piano del trattamento, che comprenderà una serie di sedute per l’adroterapia; il numero di queste sedute può arrivare fino a 36.

Le sale per il trattamento in cui viene condotto il fascio proveniente dall’acceleratore sono tre, due delle quali emettono fasci solo in direzione orizzontale. Queste sale sono munite di particolari macchinari, che permettono di effettuare operazioni più precise e specializzate a seconda della posizione del tumore.

Il trattamento dei tumori testa collo inizia posizionando il paziente nel PPS (Patient Positioning System), un lettino in fibra di carbonio; qui gli viene applicata la maschera termoplastica, che evita movimenti facciali del paziente; sulla maschera sono posizionati dei marcatori optoelettronici, che, tramite l’OTS (Optical Tracking System), permettono di rilevare eventuali movimenti millimetrici, che provocano un’interruzione della terapia

nel giro di un decimo di secondo; successivamente, vengono eseguite immagini a raggi X tramite il PVS (Patient Verification System), che verranno confrontate con i risultati della simulazione di partenza; infine, avviene l’irraggiamento, della durata di pochi minuti.

Per i tumori alla zona addominale o pelvica, oltre al lettino precedentemente citato in fibra di carbonio, viene adoperato anche un sofisticato sistema di aiuto per il posizionamento del paziente, attraverso l’uso di laser gestiti nella sala CAPH (Computer Aided Positioning in Hadrotherapy).

Nella sala di trattamento, inoltre, può essere usato un braccio robotico in grado di scattare delle immagini a raggi X, da sovrapporre a quelle della TAC. Come nei tumori alla zona della testa o del collo, l’irraggiamento ha una durata molto limitata.

Il sistema di cura oncologica del CNAO si occupa anche di melanomi oculari. Questo tipo di intervento avviene in posizione seduta, ed è coadiuvato da un eye-tracker dotato di una spia luminosa che i pazienti devono seguire con lo sguardo. L’irraggiamento avviene solo quando il bulbo oculare è correttamente orientato, e in caso di repentini movimenti l’irraggiamento si arresta immediatamente.

Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica è in continua espansione. Nel futuro, grazie a nuove tecnologie come la BNCT (Boron Neutron Capture Therapy), si potranno trattare meglio i tumori al cervello e, più generalmente, alla testa e al collo. Oltre a nuovi macchinari l’intenzione è quella di creare delle nuove sale per i pazienti, cercando di renderle meno stressanti alla vista del paziente.

A cura di:

Enrico Giovanni Brandstetter, Francesco Donato, Gabriele Malinverno, Giorgia Marcucci, Alessandro Modica, Tiziano Zucchetti.

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