In una sala gremita nei locali dell’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma Il 9 maggio scorso si è celebrata la giornata per le donazioni di sangue. L’incontro organizzato dall’Associazione Carla Sandri e la Fidas (Federazione Italiana associazioni donatori di sangue) Italiana alla presenza dei medici della struttura ospedaliera e testimoni che hanno vissuto la necessità immediata di sangue per guarire è stata una occasione di incontro e condivisione per spiegare l’importanza delle donazioni e premiare i tanti studenti di alcune scuole di Roma che con amore e forte sentimento di solidarietà umana hanno donato il sangue nell’anno scolastico 2026/ 27. Cinque le scuole di Roma partecipanti all’incontro: Il Liceo Cannizzaro, Liceo Caravaggio, Liceo Amaldi, Liceo Darwin e Liceo Albertelli. Gli studenti accompagnati dai loro docenti e dirigenti scolastici si sono ritrovati insieme con gioia e senso di appartenenza hanno solidarizzato e cantato insieme in coro le musiche di Amen e Solidarietà. Una manifestazione di amore e vicinanza per tanti che soffrono. Perché l’importanza della donazione di sangue e plasma parte dai banchi di scuola nell’ambito della educazione civica attraverso la quale gli studenti acquistano consapevolezza del gesto, crescono con l’esperienza e, passo dopo passo si rendono presidio umano per salvare la vita di tante persone che hanno urgente bisogno di sangue. Un filo rosso, discreto ma tenace che partendo dalle aule scolastiche italiane arriva nei laboratori della banca di sangue per colmare la forte necessità di sangue necessario.
“Educare alla solidarietà fin da giovani è possibile e necessario”.
Nel corso della giornata gli studenti sono stati premiati per le donazioni di sangue effettuate durante l’ultimo anno scolastico e per dei lavori realizzati nell’ambito del percorso educativo della 7° edizione del Concorso “A Scuola di Dono”, un progetto realizzato all’interno delle scuole nell’ambito della Educazione civica. Un’occasione per i tanti giovani presenti per confrontarsi ed interrogarsi su cosa significhi davvero aiutare gli altri. Non solo creatività ma anche maturità nel cogliere il senso profondo della solidarietà. Tra racconti, disegni, fumetti, giochi e video e anche un brano eseguito dal vivo che diventerà l’Inno di FIDAS Nazionale.
“E’ bellissimo – dice la Dott.ssa Angela Rainaldi, Primaria del reparto trasfusionale dell’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma – vedere tanti studenti che con tanto spirito di solidarietà umana donano il sangue per salvare tante vite umane.
Perchè donare il sangue?
“Donare il sangue è una scelta libera gratuita volontaria e responsabile. E’ un atto di grande amore e senso di condivisione. E’ il gesto più nobile della solidarietà umana. Dobbiamo ringraziare questi studenti che con il loro gesto contribuiscono ogni anno alla raccolta di sangue. Abbiamo avuto bisogno negli ultimi anni di almeno 6000 unità di plasma. Ma non basta. Perché il fabbisogno è più alto. Ce ne vorrebbero almeno 7000 unità all’anno per venire incontro al fabbisogno, soprattutto nelle terapie intensive. Negli altri paesi c’è più raccolta di sangue. In Italia c’è difformità nella raccolta di sangue tra regioni e regioni. In alcune regioni si raccoglie di più mentre in altre si raccoglie poco. La raccolta di grandi quantità di sangue diventa importante soprattutto quando si verificano momenti di grande necessità.
La ricerca va avanti. Esistono alternative al bisogno di trasfusioni di sangue?
“Purtroppo nel campo delle trasfusioni del sangue allo stato odierno ci sono poche possibilità di poter sostituire il sangue umano con molecole sintetiche di sangue o da cellule staminali sulla base degli studi e ricerche effettuate. Nel loro utilizzo soprattutto in altri paesi sono stati riscontrati effetti collaterali. Inoltre i costi sarebbero esagerati per le tante trasfusioni necessarie ogni giorno. Soltanto le donazioni di sangue volontarie possono rimediare la forte necessità di sangue per i tanti malati che ne hanno bisogno”
Le testimonianze di coloro presenti all’incontro che ha avuto bisogno di sangue e si è salvato.
Franco S. di 76 anni. “Un giorno sono andato al pronto soccorso per che stavo male e a causa di numerose infezioni mi hanno riscontrato una leucemia acuta di cui era necessario intervenire immediatamente. Grazie a nove 9 cicli di trasfusioni di sangue in ben 13 mesi, mi sono salvato.”
Davide D. di 59 anni. “Mi è stato diagnosticato un linfoma e sono stato ricoverato per mesi al reparto di ematologia per effettuare numerosi cicli di trasfusioni di sangue. Grazie al sangue ricevuto i valori sono rientrati nella norma e adesso sono guarito.”
Tommaso B. di 43 anni. ”Sono donatore da tanti anni e insieme ad alcuni amici con cui condividiamo il gioco del calcetto abbiamo fatto un gruppo Facebook – Il Papà in campo – per sensibilizzare i figli alla donazione del sangue. Anche io qualche anno fa ho avuto bisogno di sangue a causa di una malattia. E grazie ad alcuni cicli di trasfusione ho superato la malattia.”
Gli operatori dell’Associazione Carla Sandri sono sempre in campo per la raccolta del sangue.
“La nostra associazione – dice Paola Tosi presidente dell’Associazione Carla Sandri – opera tanti anni nel territorio. E ogni anno si prodiga andando direttamente nelle scuole con le unità mobili per sensibilizzare tanti studenti e invogliarli nella donazione volontaria di sangue. La donazione non comporta alcun rischio. Prima di donare facciamo tutti i controlli di rito per coloro che possono donare in base ai periodi dell’anno distinguendo le donne dagli uomini. E tanti di loro poi diventano donatori di sangue e donano tutti gli anni. Dobbiamo ringraziare questi giovani studenti perché grazie al loro gesto ci permettono di raccogliere sangue per che ne ha bisogno.”
“Uno degli obiettivi fondamentali della Associazione Donatori di Sangue Carla Sandri – dice Claudia Gatti, Referente per le Scuole – è quella di introdurre nelle scuole la cultura della donazione di sangue. Farla entrare nelle menti e nei cuori delle nuove generazioni come atto civico volontario, libero, gratuito e soprattutto NORMALE, che rende la vita a chi rischia di perderla. La scuola deve essere parte attiva della diffusione della cultura del dono, intesa anche come responsabilità sociale verso la comunità, da consentire di far comprendere ai ragazzi, sin dalle scuole elementari, che il vero valore delle relazioni umane risiede nella generosità e nella solidarietà. E’ fondamentale la collaborazione attiva fra le associazioni di volontariato, le aziende sanitarie, le scuole, le famiglie, per intraprendere un percorso di formazione umana a tutto tondo per avere in futuro cittadini responsabili e solidali.”
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