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Volontariato

Il volontariato ai tempi del Covid

Il volontariato come esigenza, per chi lo fa e per chi lo riceve e di aiuto, ai tempi del covid, c’è bisogno eccome. Ma c’è un altro aspetto assolutamente da non trascurare: chi nasce altruista sente l’esigenza di dare una mano, sempre e comunque, una vera missione di vita. Ma come fare in epoca di quarantena? Come salvaguardare il proprio status di volontario?

Sembrerà incredibile ma le occasioni possono addirittura aumentare, pur rispettando le tante regole imposte a livello locale e nazionale, basta spostarsi dal tipico all’atipico, basta essere creativi e flessibili.
I volontari addirittura aumentano, se vogliamo, in un certo senso, il primo modo di aiutare è restare a casa il più possibile perché uscendo, seppur per assecondare delle buone intenzioni, si rischia di fare danno.

Poi c’è il volontariato da remoto, ci sono tanti portali tra cui il network Ayni che ti consentono di renderti utile in campagne di fundraising, compiti amministrativi, traduzioni e comunicazioni. Ma se il tuo cuore reclama il suo spazio e non riesci in alcun modo ad aiutare da casa (io ad esempio cerco di trasmettere messaggi positivi nel blog e sui social), ci sono vari modi per mettersi a disposizione del prossimo, muniti di mascherine e guanti e distanziati a dovere da chiunque. 

Dove bisogna andare? Beh, puoi semplicemente uscire dal tuo appartamento e aiutare il tuo vicino solo ed anziano che deve fare la spesa. Lui non può mettere a rischio la propria salute andando in un supermercato affollato, tu puoi farlo più facilmente o puoi indirizzarlo verso i servizi a domicilio offerti dal Comune, spesso le persone non conoscono e una tua informazione può salvare loro la vita. 

La solidarietà di quartiere è una forma davvero nobile di volontariato dove tutti si stringono attorno alle persone più fragili della comunità. Ci sono anche gli adempimenti burocratici, le bollette da pagare, la fila alla posta ecc. Alcune accortezze: lascia la spesa o i farmaci fuori dalla porta, evita i contatti e non coinvolgere nel volontariato attivo gli over 65.

(da: pixabay.com)

Le persone non lavorano e dunque non guadagnano, i sussidi arrivano a rilento ed ecco lo spauracchio fame che coinvolge moltissimi cittadini che si aggiungono ai “poveri di vecchia data”. Bellissime le immagini della spesa sospesa, con le persone che fanno acquisti per i più bisognosi e stupefacente la constatazione che siano spesso i poveri ad aiutare in maniera sostanziale i più poveri.

La macchina del volontariato per la distribuzione di cibo funziona a meraviglia, con Caritas, Banco Alimentare, Sant’Egidio e tante altre associazioni in Italia. Puoi proporti come volontariato “a tempo” in queste realtà per distribuire o preparare cibo e non devi per forza stare sul campo, puoi fare una grande opera semplicemente ascoltando le telefonate della gente anziana e sola che vuole scambiare quattro chiacchiere per ricevere calore o informazioni.

La tutela delle fasce deboli (anziani, poveri e disabili soprattutto) è assolutamente garantita perché direttamente riconducibile ai diritti costituzionalmente garantiti (persona, salute, igiene ecc).

Puoi donare il sangue nell’ambito della campagna Avis #escosoloperdonare può essere vitale per consentire le trasfusioni in questo periodo critico. Inoltre alcune associazioni di volontariato, tra cui la Croce Rossa, ha snellito l’iter per diventare volontariato e dunque puoi diventare volontario temporaneo seguendo corsi online.

In ogni caso sarai un ingranaggio di un meccanismo che funziona alla meraviglia sospinto dall’unico organo che riesce a fare luce anche in mezzo alle tenebre: il cuore.

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