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RUSSIA E UCRAINA: A COSA HANNO PORTATO LE SCELTE?

Kiev punita da Mosca per essersi avvicinata all’Europa; ma, forse, anche sottovalutata dal Cremlino

di Niccolò Spialtini

Appare ormai chiaro quanto Vladimir Putin abbia sempre meno digerito, nel corso degli ultimi anni, la volontà di avvicinarsi all’Occidente da parte di Kiev, svolta che però buona parte degli ucraini ha desiderato sin dagli eventi di Maidan del 2014. Nonostante ciò, tuttavia, l’ingresso nella Ue e nella Nato resta vincolato – come si sa – a parametri economici, sociali, politici, parametri che l’Ucraina non è riuscita a rispettare pienamente, almeno sino ad oggi.

A questo punto, la scelta apparsa più vantaggiosa al governo di Kiev sembra essere è stata quella di autoproclamarsi unico baluardo in grado di contrastare l’espansionismo di Putin, rappresentandosi come ultimo ostacolo a difesa dell’Europa, e così identificandosi come prima vittima della pressione di Mosca. Visione condivisa, almeno sinora, da Washington, dalla stessa Ue e dalla Nato.

Da parte sua, il Cremlino ha però sottovalutato il vicino ucraino, dalla sua organizzazione militare alle diverse forme di resistenza. Le scelte di Mosca, quindi, stanno facendo i conti con difficoltà logistiche ed unione di intenti delle controparti Occidentali, mentre la prontezza di tante aziende, che hanno sospeso i rapporti economici con Mosca, stanno minando gravemente quell’economia.

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