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UCRAINA CONTESA E IL COLPO D’OCCHIO CINESE

Sappiamo di non sapere cosa farà la Cina, che subisce pressioni da diversi Paesi d’Occidente. La seconda potenza economica mondiale, però, non sembra volersi sbilanciare
di Febo Bocchieri

Tra i due litiganti, il terzo gode. È così nella guerra russo-ucraina? Qui i litiganti sono di più ma, tra gli opposti schieramenti scaturiti dal conflitto, balza all’occhio l’equilibrismo della Cina.
Il 23 marzo scorso, la Repubblica Popolare ha categoricamente rifiutato l’ipotesi dell’espulsione della Russia dal G20: “La Russia è un membro importante del G20 e nessuno ha il diritto di espellere altri Paesi”, ha affermato Wang Wenbin, portavoce del ministro degli Esteri.

Dal canto suo, Mario Draghi invita Pechino alla collaborazione con l’Occidente e, comunque, ad esentarsi dall’aiutare la Russia, oggetto di sanzioni: “La Cina si astenga dal supporto a Mosca”.

Già il 18 marzo, del resto, un colloquio tra Joe Biden e Xi Jinping ha avuto come primario obiettivo la dissuasione da possibili intenzioni cinesi rivolte ad aiutare Mosca: il confronto di sei ore non ha però prodotto risultati. Peraltro, tra le tante, sullo sfondo c’è una questione seria: se la Cina riconoscesse l’indipendenza di Donetsk e Lugansk da Kiev, nella sua sfera d’influenza Taiwan potrebbe avanzare stesse pretese.

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