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Cultura

SEGESTA TEATRO FESTIVAL, IL TEATRO CLASSICO PARLA AL PRESENTE: LELLA COSTA E ARIANNA SCOMMEGNA APRONO LA V EDIZIONE

Dal 29 luglio al 2 agosto il Teatro Antico di Segesta diventa il palcoscenico di un viaggio tra pace, guerra, memoria e speranza. In cartellone anche l’anteprima nazionale de L’Arca di Noè e il concerto dedicato a Battisti e Mogol.

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Il Segesta Teatro Festival torna a trasformare uno dei luoghi più affascinanti del patrimonio archeologico italiano in un grande laboratorio culturale dove il teatro classico dialoga con le inquietudini del presente. Dal 29 luglio al 2 agosto, il suggestivo Teatro Antico di Segesta, nel Trapanese, ospiterà l’apertura della quinta edizione della manifestazione diretta da Claudio Collovà, con un programma che mette al centro due figure femminili simbolo del teatro greco: Lisistrata ed Ecuba.

Non si tratta soltanto di una rassegna teatrale, ma di un invito a riflettere sui grandi temi dell’attualità attraverso opere scritte oltre duemila anni fa e sorprendentemente capaci di parlare ancora al nostro tempo.

Lella Costa porta in scena una Lisistrata più attuale che mai

Ad inaugurare il Festival sarà Lella Costa, protagonista di “Lisistrata” di Aristofane, in programma il 29, 30 e 31 luglio alle ore 19.30. La regia è firmata da Serena Sinigaglia, che rilegge il celebre testo trasformandolo in una potente riflessione sulla responsabilità civile e sul rifiuto della violenza.
La celebre commedia racconta lo sciopero del sesso organizzato dalle donne per costringere gli uomini a porre fine alla guerra. Un espediente ironico che, nella nuova interpretazione, diventa il simbolo di una disobbedienza civile capace di interrogare una società ancora segnata da conflitti e tensioni internazionali.

La forza di Lella Costa, da sempre interprete di un teatro civile e impegnato, restituisce a Lisistrata una straordinaria contemporaneità, dimostrando come il linguaggio dell’antichità possa ancora offrire strumenti per comprendere il presente.

Ecuba, il volto umano della guerra

Dall’ironia si passerà al dolore con “Ecuba” di Euripide, in scena il 1° e 2 agosto, interpretata da Arianna Scommegna con la regia di Sergio Maifredi e le musiche originali di Mario Incudine, eseguite dal vivo insieme al maestro Antonio Vasta.
Ecuba non è soltanto la regina di Troia sconfitta: è il simbolo universale delle donne travolte dalle guerre, delle madri che perdono i figli, dei popoli costretti all’esilio e alla deportazione.

Lo spettacolo trasforma la tragedia greca in un racconto mediterraneo che attraversa i secoli, ricordando come ogni conflitto lasci dietro di sé ferite profonde che continuano a ripetersi anche nel mondo contemporaneo.

Un festival che guarda alla pace

La scelta di aprire la manifestazione con Lisistrata ed Ecuba non è casuale.
Le due opere rappresentano infatti due prospettive complementari: da una parte la speranza di fermare la guerra attraverso il coraggio e la ribellione, dall’altra le devastanti conseguenze che ogni conflitto lascia sulle persone.

È questa la filosofia che anima la quinta edizione del Segesta Teatro Festival: utilizzare il linguaggio universale dell’arte per stimolare una riflessione collettiva sulla pace, sulla giustizia e sul valore della convivenza.

L’anteprima con “L’Arca di Noè”

Ad anticipare l’apertura ufficiale sarà, domenica 26 luglio, l’anteprima nazionale de “L’Arca di Noè – La diversità va in scena”, spettacolo scritto da Giampiero Pizzol e diretto da Piero Ganci.
Una rilettura moderna e ironica del racconto biblico del Diluvio Universale che affronta temi come inclusione, solidarietà e rispetto delle diversità, offrendo un messaggio positivo e attuale.

Anche la musica protagonista

Il Festival non vive soltanto di teatro.
Venerdì 31 luglio, nello scenario del Tempio di Segesta, spazio alla musica con Gianmarco Carroccia, che porterà in scena “Emozioni Acoustic – Viaggio tra le canzoni di Battisti e Mogol”.
Accompagnato da un quartetto acustico, l’artista ripercorrerà alcuni dei brani più amati della storia della musica italiana, rendendo omaggio al sodalizio artistico tra Lucio Battisti e Mogol.

Un’esperienza che va oltre lo spettacolo

Il Segesta Teatro Festival propone anche un ricco calendario di laboratori gratuiti dedicati al movimento, allo yoga, alle pratiche corporee e al benessere, trasformando il sito archeologico in uno spazio di incontro tra arte, natura e persone.

«Ogni spettacolo è un mattone posato per costruire un ponte di pace», afferma il direttore artistico Claudio Collovà, sintetizzando lo spirito di una manifestazione che invita il pubblico a riscoprire, attraverso il teatro, ciò che rende autenticamente umana una comunità: la capacità di ascoltare, creare e accogliere l’altro.

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