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Cultura

“MALA TEMPORA CURRUNT….” ossia “CORRONO BRUTTI TEMPI”

In passato quando gli studenti in classe commettevano qualche indisciplinatezza i docenti erano soliti redarguirli affermando ”mala tempora currunt”, cioè “ corrono brutti tempi”, oggi diciamo “mala tempora currunt” in riferimento alle complesse avversità che la società sta attraversando.
di Tiziana Bosio

Foto di Marisa Sias da Pixabay

Questa frase latina sembra essere sempre attuale nonostante sia stata pronunciata più di duemila anni fa da Marco Tullio Cicerone, letterato, grande oratore e politico romano. Egli presagì la fine della Repubblica durante un discorso al Senato di Roma proprio attraverso le parole “Mala tempora currunt….sed peiora parantur” ovvero “Corrono brutti tempi……. ma se ne preparano di peggiori”.
Noi che siamo ottimisti, però, utilizziamo questa espressione anche in maniera ironica ed evitiamo di pronunciare l’ultima parte della frase “sed peiora parantur”, anche se in origine questa profezia non aveva proprio nulla di ottimistico in quanto si stava avvicinando la fine della repubblica di Roma.
Provando a rapportare questa generica espressione al mondo culturale emerge che nella nostra società il tessuto socioculturale è molto approssimativo per cui tende ad emergere la falsa cultura, la cultura di serie B.

Il ruolo dei media
Il fenomeno della falsa cultura si sta diffondendo anche a causa dell’azione dei media che diffondono informazioni poco fruibili e incomplete. Se pensiamo che molti adulti, pentiti per aver sospeso il percorso di studi, si acculturano in maniera superficiale, senza alcuna padronanza della materia di riferimento, senza aver prima compreso le basi della materia comprendiamo il motivo per cui rimarranno sempre con una conoscenza parziale. Non c’è nulla di sbagliato da parte di chi possiede una scarsa cultura letteraria nel seguire trasmissioni che offrano approfondimenti, così come è assolutamente lecito avvicinarsi alla cultura scientifica con il supporto di trasmissioni specifiche, non bisogna però dimenticare che ciò dovrebbe costituire un punto di partenza, uno stimolo per avvicinarsi a conoscere nuove materie e non un punto di arrivo.

Ovviamente non si fa una colpa a chi ha conoscenze generali molto approssimative, il vero disastro si verifica quando ci si ritiene esperti in ambiti mai approfonditi e dei quali non si possiede padronanza.
La falsa cultura non è quella di coloro i quali hanno terminato gli studi concludendo l’obbligo scolastico, ma di chi utilizza concetti universitari senza averne le basi.

Come smascherare la falsa cultura
Mettendo da parte errori logici palesi o derivanti da dati imprecisi, coloro che posseggono una falsa cultura non riescono ad arrivare alla base della materia e per smascherarli basta chiedere approfondimenti o precisazioni inerenti le argomentazioni addotte. Infatti solitamente non sanno sostenere i ragionamenti sostenuti in quanto si sono limitati ad acquisire nozioni senza chiedersi mai su quali fondamenti esse si basassero. Dante è un rappresentante del Dolce Stil Novo. Ma che cosa è il Dolce Stil Novo? Dove nacque? In quale periodo? Quali erano le caratteristiche del movimento? E così via…

E’ sufficiente questo esempio per rendere evidente che nessuno di noi è eclettico, la cosa grave è ritenersi ‘sapienti’ talvolta sostenere concetti che sono solo sciocchezze. La falsa cultura di un adulto può essere paragonata al tentativo di uno studente di superare un esame copiandone la soluzione: tutti sappiamo che, prima o poi, seppur l’esame sia superato, la verità verrà a galla e difficilmente il nostro giovane avrà un futuro brillante, soprattutto se la disciplina in cui ha ingannato interessa la sua attività lavorativa. L’adulto non è posto di fronte ad un esame, ma per molteplici motivazioni è sovente incline a farsi una cultura senza partire dalle basi, illudendosi di avere capito tutto.

Saper semplificare i problemi è una dote, ma banalizzare le spiegazioni può costare caro, per questo è fondamentale ricordare sempre che una conoscenza approssimativa è più pericolosa della mancanza di conoscenza.

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