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Cinema

SGUARDI SUL FIUME: A PAVIA, DOVE LE ACQUE SI INCROCIANO

Un Progetto realizzato grazie al contributo del MIUR e del MIBACT
di Silvana Fossati

Sicuramente tutti nel pavese siamo passati tante volte sul ponte della Becca, dove le acque si incontrano e si incrociano per la confluenza del Po con il Ticino, creando uno scorcio di “lunga prospettiva” che consente di guardare lo scorrere del fiume che si allontana fino a congiungersi con l’orizzonte creando l’impressione di osservare l’infinito con lo sfondo del movimento lento e delicato delle acque tranquille che infondono all’osservatore una sensazione di benessere, di tranquillità e serenità con se stessi e con gli altri.

Questi fiumi rappresentano la chiave di lettura dello sviluppo storico, artistico e architettonico della città e il progetto “Sguardi sul fiume” ha avuto origine dal desiderio di implementare negli studenti l’attenzione, il rispetto e l’amore per i fiumi che attraversano il loro territorio acquisendo, attraverso lo sviluppo del progetto, competenze audiovisive e cinematografiche.

Le fasi del progetto

L’attività svolta ha rappresentato un viaggio tra paesaggi, natura, tradizioni, curiosità che hanno caratterizzato la storia del fiume. Corsi d’acqua densi di storia nei quali si sono intrecciati saperi e tradizioni,visioni e forma d’arte, sapori e ritmi alla scoperta dell’ambiente fluviale. Il fiume come ambiente, ecosistema, agente modellatore del paesaggio, fulcro della vita e punto di riferimento per l’uomo che da sempre si è stabilito nelle sue prossimità.

Da ciò è emerso il suo “ciclo vitale” nell’ ambito del più grande e complesso “ciclo dell’acqua” che ha consentito di avvicinarci alle varie forme di vita che lo popolano, alle trasformazioni a cui è stato sottoposto dall’uomo, ascoltando testimonianze che hanno riportato momenti della storia che custodisce. Questa fase ha aiutato ad imparare a conoscere meglio il fiume ed a decifrarne  la complessità con gli strumenti dell’interpretazione ambientale, contribuendo a vedere il fiume come risorsa, luogo di vita, al cui interno si intreccia il rapporto uomo-ambiente in cui l’individuo riveste il ruolo di ospite talvolta rispettoso, talaltra ingrato e deturpatore.

A tale approccio teorico è seguita la parte pratica in cui alle caratteristiche oggettive sono state affiancate quelle di carattere più soggettivo e sensoriale legate alla percezione che i ragazzi avevano interiorizzato sul loro territorio. I bambini più piccoli sono stati avvicinati a queste tematiche attraverso il racconto di una storia che li ha avviati ad esplorare gli ambienti più diversificati attraverso un  “viaggio fluviale”. Gli studenti più grandi hanno raccontato esperienze eterogenee attraverso interviste, documentando le varie esperienze ed ipotizzando soluzioni alle criticità emerse. Attraverso tali conoscenze teorico-pratiche sulla “vita” dei fiumi sono state favorite riflessioni sulla “risorsa acqua” quale elemento prezioso da conservare e tutelare dagli effetti delle opere di modifica dell’ambiente causa di disastri troppo spesso attribuiti al caso. Sono stati, al contrario, sostenuti comportamenti ecologici in risposta all’esigenza del risparmio delle risorse energetiche.

Rapporto fiume-linguaggio cinematografico

L’attività didattica è stata integrata con la visione di pellicole che costituiscono capolavori della produzione cinematografica italiana: “Il mulino del Po “di Michelangelo Antonioni e “Ossessioni” di Luchino Visconti nei quali il fiume assume un ruolo di protagonista coniugando tutti i risvolti umani, sociali ed economici racchiusi tra le sue anse, lungo tutto il suo corso. Cinema e fiume hanno in comune due elementi fondamentali: il movimento e la capacità di suggestionare chi li osserva.

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