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Cinema

IL BILANCIO DELLA 78ESIMA MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA

I vincitori e le prospettive future.

«I film che abbiamo visto quest’anno hanno messo al centro gli esseri umani e le loro fragilità, che poi sono sempre i punti di forza… tante persone provenienti da tutte le parti del mondo a parlare di cinema con passione e convinzione, con tanta attenzione, siamo tornati a casa, al cinema seppur con distanziamento, siamo tornati a casa. In mezzo a tutta questa magia la cosa che non scorderò: il contatto umano [….] I nostri sguardi, dopo tanto tempo, si sono diretti tutti verso un’unica direzione: lo schermo», ha esordito con emozione e un grande sorriso la madrina Serena Rossi.

L’ultimo giorno della Mostra del Cinema si rincorrono sempre tantissime voci sul Toto-Leone e, quest’anno, più di altri, il desiderio che ci fossero dei riconoscimenti a una o più produzione/i italiana/e era forte sia perché sono stati selezionati, nel Concorso Ufficiale, ben cinque film: “America Latina” dei Fratelli D’Innocenzo, “È stata la mano di Dio” di Sorrentino, “Freaks Out” regia di Mainetti, “Il Buco” di Frammartino, “Qui rido io” di Martone. Tutti molto diversi tra loro, accomunati da qualità e originalità.

Si può affermare che siamo soddisfatti a partire dal Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore emergente – meritatissimo – a Filippo Scotti, il bravissimo interprete di Fabietto Schisa nell’ultimo lavoro di Sorrentino. Michelangelo Frammartino ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria, il quale ha ringraziato, tra gli altri, «tutti gli speleologi che si prendono cura del buio e di ciò che non ha ancora forma». Durante il momento dell’assegnazione dei premi ai migliori attori si è sperato per Toni Servillo – viste le performance nelle opere in concorso e non – ma la Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile è andata a John Arcilla per “On the Job 2: The Missing 8”. Condividiamo la Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile a Penélope Cruz (splendida e in parte nel film d’apertura “Madres paralelas” di Pedro Almodóvar e in “Competencia oficial” di Mariano Cohn e Gastón Duprat), presentatasi a questa Mostra non come una star inarrivabile, ma con una dolcezza e una determinazione indescrivibili. Leone d’Argento per la Migliore Regia a Jane Campion per “The Power of the Dog”; mentre il Leone d’Argento Gran Premio della Giuria è stato assegnato a “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino, il quale ha tenuto un discorso di ringraziamento molto sentito, commuovendosi come difficilmente lo abbiamo visto e lanciando una frecciata a chi lo ha ‘criticato’ (nei giorni scorsi) per realizzare sempre film con Toni Servillo e il regista napoletano ha detto: «vedete dove mi ha portato!».

(PHOTOCALL: Filippo_Scotti, Foto ASAC, ph Jacopo Salvi)

Il Leone d’Oro è stato assegnato a un lungometraggio molto apprezzato dopo già la prima proiezione stampa e che affronta senza retorica il tema dell’aborto: “L’Événement”, diretto da Audrey Diwan, la quale ha voluto accanto a sé la protagonista l’intensissima Anamaria Vartolomei.

Il premio degli spettatori Armani Beauty (inserito quest’anno) per la sezione Orizzonti Extra è andato a “The Blind Man Who Did Not Want To See Titanic” di Teemu Nikki, nelle nostre sale dalla prossima settimana.

Per quanto riguarda la sezione Orizzonti la migliore regia è stata assegnata a Éric Gravel per “À plein temps”, mentre Miglior Film è stato ritenuto il lituano “Piligrimai” di Laurynas Bareisa.

Ci fa piacere citare anche i vincitori delle Giornate degli Autori e della 36edizione della SIC – Settimana Internazionale della Critica: rispettivamente la giuria ufficiale composta dai giovani europei del progetto 27 Times Cinema e presieduta dal duo di registe Mina Mileva e Vesela Kazakova ha assegnato, nell’ambito della Selezione Ufficiale, il GdA Director’s Award a “Imaculat”di Monica Stan e George Chiper-Lillemark, visibilmente stupiti nel ricevere il Leone del Futuro ovvero il Premio Opera Prima – Luigi De Laurentiis. in accordo con le Giornate degli Autori, Mina Mileva e Vesela Kazakova hanno inoltre scelto di assegnare una menzione speciale delle Presidenti al film “Shen Kong” di Chen Guan; il Premio del Pubblico (Promosso da BNL Gruppo BNP Paribas) è andato a “Deserto Particular”. Per quanto riguarda la SIC doppio premio per “Zalava” di Arsalan Amiri, insignito del Gran Premio Settimana Internazionale della Critica e del Premio Internazionale FIPRESCI (Fédération internationale de la presse cinématographique); mentre  Miglior Cortometraggio è stato ritenuto “Inchei” di Federico Demattè.

Come saprete sono davvero tantissimi i riconoscimenti tenendo conto delle varie categorie e delle sezioni all’interno della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’invito è a prenderne visione  direttamente così da approfondire ciascun lavoro e ancor più l’augurio è che tutto ciò spinga distributori coraggiosi a portare questi film nei nostri cinema, che devono tornare a pullulare di spettatori, certo, sempre con le dovute precauzioni almeno finché sarà necessario. Non abbiate, però, paura di andare nelle sale cinematografiche e teatrali, sono molto sicure (i dati ce lo dicono), questa Mostra così frequentata lo ha dimostrato con tutte le misure di sicurezza messe in campo; ma non priviamoci di queste arti e, al contempo, sosteniamole.

Il Presidente della Biennale, Roberto Cicutto, ha affermato come ‘la delusione’ «sia vedere ancora quel muro» innalzato davanti al tappeto rosso, aggiungendo «ci auguriamo che l’anno prossimo (prevista dal 31 agosto al 10 settembre 2022, nda) possa non esserci».

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