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Food & wine

FRANCESCO AQUILA È IL VINCITORE DI MASTERCHEF ITALIA 10

Le dichiarazioni del vincitore e dei finalisti di un’edizione che ha alzato ulteriormente l’asticella

Nonostante la presenza sulla rete ammiraglia della serata dei duetti del Festival di Sanremo, gli ascolti della finale di MasterChef Italia (1milione e 40mila spettatori medi e 3,87% di share), andata in onda giovedì 4 marzo 2021, dimostrano quanto questa edizione sia riuscita a coinvolgere gli spettatori (è la più vista degli ultimi tre anni). Questo, a nostro parere, è dovuto a un mix vincente in cui la qualità dei concorrenti si è alzata molto già dalla fase della selezione – e lo chef Barbieri, ormai veterano, aveva dichiarato che sarebbe stato più severo proprio in virtù anche di questa ricorrenza della cifra tonda. In parallelo il trio di giudici composto da Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciulo e Stefano Locatelli, oltre a essere di altissimo livello, ha trasmesso complicità dovuta a una sincera stima reciproca. Tutto questo ha determinato ritmo e curiosità per il pubblico da casa e, per i concorrenti, grande crescita e messa in discussione. 

Francesco Aquila, nato ad Altamura, è vissuto a Gravina di Puglia fino all’età di tre anni per poi trasferisco a Bellaria-Igea Marina. Maître e docente di sala, ha coltivato questo sogno dentro di sé, concentrato, con l’obiettivo di tornare a casa da sua figlia, dopo mesi, e spiegarle perché suo padre fosse stato via. «La sua mancanza l’ho trasformata in una marcia in più per tirare fuori maggiore grinta». Certo la vittoria gli dà un motivo ulteriore di orgoglio agli occhi della sua piccola. Con umiltà e, al contempo, fermezza ha risposto alle domande dei giornalisti, risultando ancora un po’ ‘stordito’ per una vittoria agognata che ancora sta metabolizzando: «adesso sono in un pianeta sconosciuto, devo visitarlo, non so cosa mi aspetta.

Sicuramente mi piacerebbe crescere professionalmente». Intanto l’11 marzo esce il suo primo libro di ricette: “My way” – coincide col titolo del menù presentato per la finalissima – con sottotitolo “Zio Bricco, che ricette!” (edito da Baldini&Castoldi). Questa pubblicazione mantiene fede allo spirito del menù che lo ha portato alla vittoria: «La vita si divide in tre tempi: il passato, il presente e il futuro. Questi, anche se apparentemente diversi, hanno una cosa in comune: il tempo, che ho da sempre cercato di non perdere, in famiglia e in amore e soprattutto nella mia realizzazione. Non ho inserito ricette complesse», ha tenuto a specificare Aquila aggiungendo «perché a casa le ricette difficili non le fai mai».

È molto legato alle sue radici pugliesi e questo lo ha dimostrato rivisitando ricette della tradizione, Francesco Aquila si è mostrato trasparente sin dall’inizio, competitivo al punto giusto, senza ipocrisie e ha dispensato sorrisi pure a chi magari aveva tirato qualche frecciata o colpo basso. Molto probabilmente sono state queste qualità, oltre a quelle culinarie, le carte vincenti insieme allo studio mentre erano chiusi nel residence e all’ascolto dei giudici.

Con lui a giocarsi la finalissima c’erano Irene Volpe – 22enne di Roma laureata in design – (la prima a indossare la casacca col proprio nome dopo aver superato il primo livello dello skill test che ha ospitato gli chef pluristellati Chicco Cerea e Mauro Colagreco) e Antonio Colasanto – 25enne dottorando in chimica alimentare di Novara. Quarto classificato Monir Eddardary, 29enne disoccupato di origini marocchine e residente a Bevagna (Perugia), distintosi per uno spirito goliardico, arrivando a stupire per guizzi di creatività. 

La produzione è stata molto attenta nel mettere in sicurezza gli aspiranti chef – e tutti coloro che gravitavano attorno – dovendo girare durante il covid-19: «Siamo stati fortunati a vivere in questa ‘bolla’ in un momento storico così difficile perché per noi è stato proprio come condurre una vita a parte», ha raccontato Antonio continuando con parole di gratitudine «c’è gente che vive così per altri motivi, perché magari non può uscire di casa in quanto ha delle malattie che non glielo consentono. Con questa pandemia ci siamo resi conto delle cose davvero importanti. Vivere in questa ‘bolla’ di MasterChef è stato un lusso in questo momento». Gli ha fatto eco Irene «siamo stati tutelati sia dal punto di vista sanitario che sul piano personale; in più, soprattutto in questo anno dove tutto si è bloccato e il settore della ristorazione ha subito lo stop per molti proprietari e dipendenti, con persone che hanno perso il lavoro o sono finite in cassa integrazione, noi abbiamo partecipato a MasterChef per cui direi che non possiamo proprio lamentarci».

L’incontro stampa si è concluso con un forte principio di realtà, facendo un grande in bocca al lupo ai ristoratori e a tutti coloro che hanno perso il lavoro per questa situazione. «Io attualmente sono ancora disoccupato», ha rivelato Monir, ma, sempre sull’onda del suo carattere propositivo, non poteva che aggiungere questo pensiero «l’unico consiglio che mi permetto di dare è: stringiamo i denti e cerchiamo di non crollare. Siamo in un periodo che corrisponde quasi a una terza guerra mondiale, con un po’ di pazienza e sacrifici, come ci insegna la Storia, riusciremo a superare anche questo momento».

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