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Terzo settore

AMREF HEALT AFRICA PER I DIRITTI UMANI E LA LOTTA ALLA MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE

Amref Healt Africa è un’organizzazione non governativa senza scopo di lucro nata a Nairobi nel 1957 e arrivata in Italia nel 1987.

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L’obiettivo dell’organizzazione è offrire aiuto alle popolazioni dell’Africa subsahariana. In particolare, è impegnata nella lotta al fenomeno delle mutilazioni genitali femminili. Questa pratica molto pericolosa a causa delle condizioni in cui viene operato il taglio ha causato a milioni di giovani donne e bambine ferite, infezioni, emorragie, morte. La ferita fisica si accompagna poi a quella psicologica, al trauma e allo shock dovuto ad una pratica tanto dolorosa e alla conseguente perdita della libertà. Le ragazze “tagliate”, infatti, sono poi costrette a lasciare la scuola e a sposarsi e ad avere figli.

Uno dei propositi dell’organizzazione è di favorire la scomparsa della pratica entro il 2030, poiché secondo una stima dell’ONU da qui al 2030 circa 70 milioni di donne subiranno mutilazioni. Amref opera attraverso la sensibilizzazione dei popoli e cercando di introdurre dei riti di passaggio alternativi, che si basino sull’istruzione delle bambine e delle donne, in modo che i libri possano sostituire la mutilazione come passaggio all’età adulta. L’introduzione di questi riti da parte di Amref ha salvato in maniera diretta o indiretta, circa 500mila bambine e ragazze negli ultimi 3 anni. Si tratta di vere cerimonie di passaggio, in cui i libri, nuovi simboli di crescita, vengono benedetti e donati alle bambine.

Vengono tenuti canti e balli per celebrare un rito che può cambiare completamente il corso della vita, partendo da una bambina, per arrivare a salvare un’intera popolazione di future donne, alle quali ancora oggi vengono negati diritti umani in tantissimi Paesi del mondo e grazie all’aiuto di realtà del terzo settore, come Amref e altre associazioni che vengono supportate da quest’ultima, sta diventando possibile immaginare un mondo in cui la parità di genere sia perseguibile anche nei Paesi africani, attraverso la promozione di una presa di coscienza femminile che funga da agente di empowerment.  

La lotta alla mutilazione genitale femminile e ai matrimoni precoci è portata avanti in moltissimi Paesi dell’Africa in cui Amref ha istituito un Centro di Eccellenza (CoE). I paesi in cui il CoE opera, sono Tanzania, Uganda, Senegal, Kenya ed Etiopia. In questi Paesi, in particolare in Kenya, il lavoro di Amref ha permesso un ridimensionamento di entrambi i fenomeni. Si tratta di realtà i cui numeri sono davvero alti, in cui le mutilazioni genitali femminili si attestano circa al 90% e i matrimoni infantili tra il 30 e l’80% nelle diverse comunità. In questi luoghi sono nati il Centro d’accoglienza “Nice Place” e il Girls Academy, grazie all’aiuto di Amref e al coraggio di Nice Nice Nailantei Leng’ete, ambasciatrice, operatrice di Amref e attivista per i diritti umani.

La pandemia da Covid-19 ha messo a rischio il lavoro di Amref. Le restrizioni dovute al contagio dilagante, hanno limitato il lavoro degli operatori, e si teme che non si riuscirà a rispettare l’obiettivo prefissato. Per questo, in concomitanza con la recente Riforma del Terzo Settore, Amref lavora per rafforzarsi proprio in uno dei momenti più duri della storia contemporanea, diventando una Fondazione di Partecipazione.

“Progetti sempre più solidi, presenza in più territori e una realtà aperta a nuove alleanze, con altri enti o aggregazioni” così si esprime Guglielmo Micucci, direttore di Amref Health Africa, riferendosi ad un processo di crescita che non deve essere ostacolato dall’emergenza sanitaria ma che deve essere, per questo, motivato ad un più rapido miglioramento, in un momento in cui i Paesi come quelli di cui si occupa l’organizzazione, sono tra i più colpiti e tra i più bisognosi di aiuto.

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