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Musica

STRATOSFERICO; LA RIVOLUZIONE VOCALE DI DEMETRIO STRATOS IN UN DISCO A TIRATURA LIMITATA

La voce e il genio di Demetrio Stratos rivivono in Stratosferico, l’omaggio del Divae Project al maestro della voce.

La città di New York si svegliò inquieta il 13 giugno 1979, quando all’interno del Memorial Hospital uno dei più grandi compositori vocali della storia lasciava il suo corpo, piegato da anemia aplastica, per diventare l’immortale “maestro della voce” che tutti conoscono con il nome di Demetrio Stratos.

A distanza di 42 anni, è nato Stratosferico, un progetto discografico che ha coinvolto i più grandi esponenti della scena sperimentale italiana degli anni ’70, ’80 ’90 e il cui percorso formativo è stato segnato dal compositore italo-greco, prima nei ribelli e poi negli Area.

Realizzato dall’intuito del giornalista e critico musicale Guido Bellachioma, già direttore della rivista “Prog Italia” e del “Progressivamente Festival”, il disco, distribuito in edizione speciale limitata per Universal Music Italia, con una tiratura di 500 copie, si delinea grazie alla direzione artistica del polistrumentista e compositore Davide Pistoni  e del Divae Project, ensemble polistrumentale romana che raccoglie l’eredità dei Divae, che nel 1995 s’impose nella realtà progressive italiana grazie a un solo album, “Determinazione” nel quale i racconti si animano di atmosfere e suoni in diretta connessione tra sperimentalismi  elettro-acustici e una costruzione polifonica in continuo movimento, come nella più grande tradizione canterburiana.

E così nuove storie viaggiano sul filo di una memoria armonica che grazie a Stratos ha vissuto la sua stagione più florida, grazie alla straordinaria rivoluzione culturale sviluppata dal cantante e polistrumentista, proprio sullo strumento “voce”, sia con gli Area che attraverso la progressiva trasformazione della dimensione sonora e scenica, a metà strada tra teatro dell’assurdo, bifonia e improvvisazione, coinvolgendo il linguaggio aleatorio di John Cage con l’espressionismo visionario e ossessivo di Antonin Artaud.

Tutto questo torna protagonista grazie alle musiche inedite che alcuni fra i più brillanti artisti italiani hanno realizzato, con lo scopo di rendere omaggio alle spericolate evoluzioni vocali di Demetrio Stratos. Tra i brani anche un tributo di Gianni Nocenzi, storico fondatore asieme al fratello Vittorio, de Il Banco del mutuo soccorso, con una ballata per piano acustico inquieta e soave dal titolo “Rawon”. Ma ci sono anche i compagni di strada dell’esperienza Area, tra cui il batterista Giulio Capiozzo e il figlio Christian, autori del brano “L’urlo” che si avvale anche della collaborazione della vedova di Stratos, Daniela Ronconi. 

Una miscela di psichedelia, rock progressive, fusion e ricerca acustica della tensione armonica che va da Gazebo a Lino Vairetti, da Pericle Sponzilli della Reale Accademia di Musica a Fabio Trentini de Le Orme. C’è il contributo di musicisti come Enzo Vita de il Rovescio della Medaglia, Paolo Lucini, Fabio Cerrone, Francesco Isola, Carlo Maria Micheli, Alessandro Costanzo, Elio Volpini. La parte grafica è stata curata da Giuliano Piccininno, già disegnatore per Dampyr, Zagor, Alan Ford, Le Orme.

Stratosferico si appresta a diventare una straordinaria testimonianza artistica di una stagione unica per la musica italiana che, rifulgendo le tradizionali convenzioni sulla forma-canzone, ebbe il merito di delineare un linguaggio nuovo capace di dialogare con l’identità popolare e raccogliere le diverse eredità della musica colta, e questa è solo una parte dell’eredità artistica che Demetrio Stratos ha lasciato alla musica e che adesso sarebbe ora di cominciare a recuperare; se non altro per cercare di uscire dall’imbarazzante abisso di mediocrità nel quale è caduta gran parte della scena nazional-popolare.

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