Connect with us

Millennial

GIOVANI E SICUREZZA DOMESTICA: IL BISOGNO DI TRANQUILLITÀ DENTRO E FUORI CASA 

Secondo i dati della quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure, il 39,4% dei giovani tra i 18 e i 34 anni ha paura di rimanere solo in casa di notte, il 22,3% ha lo stesso timore anche di giorno e il 47,8% teme di potersi sentire male senza ricevere soccorso.

 📄 Scarica l'articolo in PDF
(di Wolfgang da pixabay.com)

Con la ripresa degli studi, delle attività lavorative e, in generale, degli impegni quotidiani, settembre segna per molti giovani il ritorno alla routine. Questo momento dell’anno, caratterizzato da nuove abitudini e organizzazione della vita, riporta l’attenzione anche sulla percezione di sicurezza all’interno della propria casa.

Secondo i dati raccolti dalla quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure, realizzato con il contributo del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno, la paura di vivere situazioni di rischio tra le mura domestiche è diffusa anche tra i più giovani. Le persone tra i 18 e i 34 anni dichiarano di sentirsi a disagio quando sono sole in casa o quando lasciano la propria abitazione incustodita ed esprimono frequentemente il timore di incidenti o malori.  I dati mostrano, quindi, che la percezione dell’insicurezza domestica interessa tutte le età, anche le fasce più giovani. Non solo, il 52,1% delle persone tra i 18 e i 34 anni ha timore di lasciare la casa incustodita, timore condiviso dal 45,7% delle persone tra i 35 e i 64 anni e dal 35,3% degli over 65.


STARE SOLI IN CASA PREOCCUPA ANCHE I PIÙ GIOVANI

La casa vuota non è l’unica fonte di preoccupazione. Dalla quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure emerge come tra i giovani sia diffuso anche il timore di rimanere soli tra le mura domestiche.

Il 39,4% dei giovani tra 18 e 34 anni ha paura di restare solo in casa durante la notte, rispetto al 26,1% del totale della popolazione. Durante il giorno questa percentuale diminuisce leggermente, coinvolgendo il 22,3% dei 18-34enni rispetto al 11,8% della popolazione complessiva.  

Le paure non riguardano soltanto la possibilità di un’intrusione. Quasi un giovane su due, il 47,8%, teme di potersi sentire male in casa senza ricevere soccorso; il 37,2% ha invece paura di rimanere vittima di un incidente domestico.  

LA PREVENZIONE PASSA ANCHE DA CIÒ CHE SI CONDIVIDE ONLINE

Sul fronte dei comportamenti quotidiani, i giovani mostrano una particolare attenzione ai punti di accesso alla propria casa: il 92,6% dichiara di non aprire la porta agli sconosciuti, rispetto all’87% della popolazione complessiva.

La prudenza risulta, invece, meno diffusa quando si passa alla condivisione online. Il 54% dei 18-34enni evita di pubblicare sui social fotografie o informazioni su vacanze e viaggi mentre si trova fuori casa, rispetto al 69,2% della popolazione italiana complessiva.

Condividere in tempo reale immagini, posizione o informazioni sulla durata di un viaggio può rendere riconoscibile la propria assenza e fornire indicazioni sulle abitudini di chi vive nell’abitazione. Un aspetto particolarmente rilevante considerando che nel 72,6% dei casi di furto la casa era vuota al momento dell’intrusione e che anche assenze temporanee possono essere sufficienti per esporla a rischi.

NON SOLO TECNOLOGIA: PER I GIOVANI CONTA IL SUPPORTO UMANO

Il quadro non si esaurisce nelle preoccupazioni. L’87,7% dei giovani considera la sicurezza domestica un elemento sempre più importante della propria vita e l’86,5% ritiene che avere dispositivi di sicurezza in casa aiuti a vivere meglio e a sentirsi più tranquilli.

Dalle risposte emerge però che, nella percezione dei 18-34enni, la protezione non coincide con un singolo dispositivo. L’81% ritiene più efficace un sistema integrato e personalizzato sulla base delle esigenze di chi vive nell’abitazione.

Alla tecnologia si affianca il valore attribuito alla componente umana: il 71,4% dei giovani dichiara di non volere soltanto un allarme che suona, ma un servizio con persone in grado di offrire assistenza prima, durante e dopo un’eventuale situazione di pericolo. Una richiesta coerente con le preoccupazioni emerse dall’indagine: non soltanto rilevare un problema, ma sapere di poter contare sul supporto e sull’intervento di professionisti qualificati in caso di necessità. 

 📄 Scarica l'articolo in PDF

ISCRIVITI
ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Post di tendenza

TittiBi ACCESSORY PRESENTA LA CAPSULE COLLECTION “SACRED ORANGE”

Moda

AUMENTI IN BOLLETTA: + 37% PER I VULNERABILI, MENTRE ENI LANCIA UNO SCONTO

Economia

A MAGICLAND L’HALLOWEEN PIÙ GRANDE DEL CENTRO – SUD ITALIA

Antropologia

IN CARINZIA SI FA IL BAGNO TUTTO L’ANNO

Viaggi

UN CYBERATTACCO PUÒ SVUOTARE IL SUPERMERCATO?

Food & wine

CONFIMPRENDITORI: A SETTEMBRE BOLLETTE FINO A OLTRE +80%, IMPRESE ALLO STREMO

Attualità

CARO CARBURANTI, CONFIMPRENDITORI: “BASTA PROROGHE”

Economia

UNICESD OLYMPO RIPARTE DA ROMA: FORMAZIONE, INNOVAZIONE E UNA NUOVA RETE NAZIONALE 

Cultura

Articoli recenti

Facebook

Connect
Newsletter