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Ecosostenibilità

CRISI CLIMATICA E BIODIVERSITA’

Tra cambiamento climatico e biodiversità si registra un rapporto bidirezionale in cui ognuno dei due elementi influenza l’altro.

Da un lato siccità, incendi, inondazioni, uniti agli effetti conseguenti all’aumento delle temperature globali, stanno determinando la distruzione graduale della vita animale e vegetale; dall’altro la compromissione degli ambienti e delle specie naturali, la desertificazione, l’erosione del suolo, che, insieme con lo stoccaggio del biossido di carbonio, provocano un circolo vizioso a cui consegue un maggior riscaldamento del nostro pianeta.

Il global warming (riscaldamento globale) si teme diventi la prima causa delle trasformazioni della natura, superando addirittura il danno arrecato da attività come la deforestazione e l’utilizzo improprio del suolo. Ciò, inevitabilmente inciderà sulla nostra salute; in effetti, nel prossimo futuro dovremo aspettarci con sempre maggior frequenza fenomeni quali eventi meteorologici estremi, inquinamento atmosferico ai massimi livelli, diffusione di malattie infettive che rappresentano minacce sempre più insistenti.

Contestualmente, però, l’azione contro i cambiamenti climatici deve considerare anche gli effetti di questi modi di agire sulla biodiversità che viene danneggiata dai nostri comportamenti quotidiani, i quali talvolta, senza neppure ci rendiamo conto, rovinano la Terra. Occorre assumere condotte responsabili proprio perché ci troviamo di fronte a modifiche di ecosistemi che influenzano la nostra agricoltura, senza dimenticare il proliferare delle maggiori specie erbacee infestanti che compromettono gli sforzi degli agricoltori e il grave danno causato dall’invasione delle varietà esotiche a cui consegue un pericolosissimo squilibrio in quanto mettono a rischio flora e fauna autoctone. A questo proposito basti pensare all’enorme perdita causata dal granchio blu alla nostra industria ittica. A ciò possiamo aggiungere l’inquinamento del terreno e delle acque: elementi vitali che, se sono messi a rischio possono determinare gravi conseguenze alla catena alimentare ed influire addirittura sulla nostra stessa sopravvivenza.

 In effetti sono molte le attività produttive con cui l’uomo sta pian piano erodendo l’ambiente naturale: i terreni essendo eccessivamente sfruttati sono meno fertili e non riescono più a rigenerarsi tra un raccolto e l’altro; di qui l’esagerato uso di concimi chimici e fertilizzanti altamente dannosi alla nostra salute.  Esiste anche una naturale e logica preoccupazione circa le limitate capacità di adattamento degli ecosistemi che ci espone ad eventi meteorologici estremi.

Sotto un certo profilo, la biodiversità ci tutela proprio nei confronti degli eventi naturali estremi: ci consente di avere sempre terreni adatti alle coltivazioni, alberi per frenare l’erosione del suolo, neve a sufficienza per avere riserve d’acqua da utilizzare nelle irrigazioni estive e quindi di godere di quella diversità naturale che favorisce la prosperità e il benessere del nostro pianeta.

Esperti di biodiversità e problematiche ambientali evidenziano che i governi non riescono a prendere le decisioni necessarie per ridurre le emissioni di carbonio in misura tale da evitare gli effetti derivanti dalla perdita di biodiversità e dai cambiamenti climatici. Gli stessi studiosi sostengono che per fermare il decadimento ambientale della Terra bisognerebbe “proteggere i paesaggi naturali e limitare la deforestazione, ripristinare ecosistemi chiave come le torbiere, aumentare la diversità biologica degli ambienti degradati, reindirizzare i corsi dei fiumi deviati dall’uomo, migliorare le pratiche agricole e di allevamento verso forme più sostenibili. Sono tutte azioni che possono arrestare la perdita di biodiversità e al contempo ridurre le emissioni, massimizzare il sequestro di CO2 e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici come le inondazioni e l’erosione”.

Il nostro stile di vita sta causando circa l’80% della perdita di biodiversità: si tratta di un dato che induce a riflettere e a renderci consapevoli che dobbiamo modificarlo se vogliamo salvare gli habitat naturali, la salute del nostro pianeta e la nostra.  Le regole dello Slow Food ci ricordano che proteggere la biodiversità significa tutelare tutte le culture, le storie e le civiltà che si sono sviluppate nel nostro pianeta durante le ere geologiche che si sono susseguite: questo non dovremmo mai dimenticarlo!

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