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Scuola

QUEI BRAVI RAGAZZI DEL PROFESSIONALE

STORIE VERE. Ogni scuola che si rispetti ne ha una: è la fucina dove vengono forgiati gli spiriti adolescenziali dei “primini” da parte dei più grandi e non solo………

di La Prof Erre

Foto di Alexandr Ivanov da Pixabay

Insegno in una scuola di ragazzi “cattivi”, quelli che non hanno voglia di studiare, perciò si iscrivono ad un istituto professionale per aprire i libri il meno possibile. Fumano sigarette in bagno, di nascosto, contravvenendo alle regole e alla buona educazione. Hanno un linguaggio da scaricatore di porto arrabbiato e sbagliano congiuntivi quando parlano. Se hanno sonno, si infilano il cappuccio della felpa, mettono la testa sul banco e dormono. E se provi a svegliarli si arrabbiano pure. Quelli con i quali non vorresti mai che tua figlia uscisse, insomma.

Eppure, l’altro giorno in cortile incrocio lui, classe V meccanici, viso e orecchie pieni di piercing che manco una ferramenta, capelli lunghi e arruffati, sguardo perennemente torvo, passo deciso. Gli dico “Che ci fai qui? Perché non sei in classe?”. “Eh, prof – mi dice –  sono andato a parlare con due di prima perché stanno addosso all’unica tipa della classe e a me ‘sta roba non va. Ma stiamo scherzando? Le tipe no eh? Non si toccano, che poi mi incazzo.” Per i non addetti ai lavori, se uno studente di quinta va a parlare con uno di prima, il secondo di solito ascolta il suo interlocutore senza fiatare, deglutendo svariate volte, con sguardo e orecchie bassi.

Poi c’è quell’altro, un armadio da 120kg di muscoli, taglio da marine, campione di MMA, che certe volte mi guarda e penso “oddio adesso mi tira uno schiaffo”, che mi chiama e mi dice “Prof, oggi vado in stazione con P. (uno studente del primo anno diversamente abile, n.d.r.) perché ho saputo che alla fermata del bus ci sono dei ragazzi che lo bullizzano. Prima ci parlo, ma se non la smettono, gliela faccio piantare io.”

E in un’altra parte d’Italia, lontano dalla mia scuola di ragazzi cattivi, c’è il bravo ragazzo, quello che ha i capelli corti e ben ordinati, lo sguardo pulito, un diploma serio in tasca e una laurea quasi conseguita, che ammazza di botte la sua ex fidanzata e la butta in un lago.

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