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Viaggi

Come viaggiare a costo zero: diventa volontario internazionale!

Il progetto SVE permette ai giovani Under 30 di viaggiare e trascorrere fino a 12 mesi all’estero, imparare una nuova lingua, conoscere una nuova cultura e fare un’esperienza indimenticabile

Quando si parla di volontariato l’immagine spesso associata è quella di un’anziana signora all’ospizio, ai malati in ospedale e alle collaborazioni a titolo gratuito alle sagre di paese . Le ultime in particolare vengono (male) interpretate come uno sfruttamento del lavoro a costo zero. Ma è davvero così?

Esistono delle realtà nelle quali, senza l’ingresso dalla porta volontari, sarebbe quasi impossibile accedere.  In molti giovani c’è il desiderio di viaggiare, conoscere una nuova lingua e fare esperienze all’estero ma pochi hanno i mezzi per realizzarlo. La Commissione Europea, con il progetto SVE  (Servizio Volontario Europeo), da la possibilità ai giovani under 30 di fare un’esperienza che va dai 2 ai 12 mesi, in uno degli Stati dell’Unione . Non sono richiesti contributi in denaro né qualifiche o abilità particolati, solo la voglia di conoscere una nuova lingua, di migliorare le proprie capacità di relazionarsi al diverso e impegnarsi in uno dei progetti proposti che spaziano dalla cultura alla salvaguardia ambientale . In costa consiste l’attività di volontario internazionale? Ce lo racconta Antonio Falbo (EVS Volunteer at Szatyor) da Budapest.

Come sei venuto a conoscenza dello SVE e cosa ti ha spinto a partecipare?
Tramite l’associazione Scambi Europei con cui avevo già fatto un’esperienza SVE in Turchia. Ho deciso di partire per diverse ragioni, volevo prendermi una pausa dalla mia figura professionale (gestione della fauna silvestre) e data l’età è l’ultimo anno in cui posso sfruttare questa opportunità. Volevo riprendere l’inglese che ho un po’ perso durante il master in Spagna e poi ho una gran voglia di mettermi alla prova.

Perché Budapest?
In realtà non ho scelto Budapest ma le tematiche del progetto (agricoltura bio, vita sana, comunità ecologiche) e avendo voglia di vivere in città, la capitale Ungherese è stato il connubio perfetto.

La giornata tipo da volontario…
Ci sono alcuni giorni in cui arrivo allo shop alle 10 del mattino e aiuto il catering nelle preparazioni. Altre, in cui partecipo ai workshop (urban gardening, come creare il compost, alimentazione sana in città). Il Giovedì supporto l’ala vendita cercando di trasmettere ai clienti i nostri valori: l’importanza del no-packaging, perché è giusto consumare prodotti a chilometro zero e la stagionalità. In questo progetto rimane anche del tempo libero che impiego per scoprire Budapest e i suoi fantastici quartieri, mi piace passeggiare per le romantiche sponde del Danubio e scovare i Ruin Bars del quartiere ebraico. Le domeniche,invece, leggo al Parco della Ciutadella o a Margaret Island.

Per chi è lo SVE?
Secondo me è un’esperienza che arricchisce e fa maturare a prescindere da chi la faccia, oltre a portare tanti lati positivi a tutti i partecipanti (volontari e organizzazione). Favorisce l’evoluzione personale anche attraverso le brutte esperienze. Ma una persona più indipendente, creativa, proattiva, che vuole conoscere nuove culture e nuove lingue sarà facilitata.

Qualcosa da aggiungere?
Invito tutti i giovani a prendersi questo momento di pausa per partecipare a uno SVE, è una fortuna e una grossa opportunità che viene data a tutti i giovani Europei . Si impara tanto su sé stessi, gli altri e il mondo. Non è assolutamente una perdita di tempo e si possono costruire delle cose che perdureranno per le generazioni future. Il volontariato insegna a dare senza aspettarsi nulla in cambio e questo può cambiare il mondo.

N.d.A. Lo SVE entro il 2020 si chiamerà Corpo Europeo di Solidarietà (ESC in Inglese).

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